Notizie
Mario Sconcerti, prima firma del giornalismo sportivo italiano, su TMW Radio:
Questo è il momento decisivo nella guerra al virus?
"Sì, voglio sperare che la gente abbia capito. Ci sono due notizie, una molto positiva e una crudele: la prima è che i contagiati sono in lieve calo, la seconda è che sono quasi tutti in Lombardia. È il momento di essere consapevoli. In Cina il picco lo hanno avuto a San Valentino, un mese e mezzo dopo aver preso tutte le misure possibili. Tra noi e loro ci sono stati 37 giorni di differenza".
Nel mondo del calcio si sta prendendo consapevolezza che i campionati possano essere sospesi...
"Da tempo sono arrivato a una mia conclusione: è giusto provare a darsi un calendario, che rimarrebbe però teorico. Sono sicuro che il calcio sarà il secondo argomento e verrà trattato soltanto quando il paese avrà la malattia sotto controllo. Non ci riuscirei a pensarci adesso: amo la Fiorentina, ma se dovesse giocare domenica non la riuscirei a guardare la partita. Anche perché i giocatori sarebbero i primi ad avere dei dubbi. Molto di quello che è successo in Lombardia è stato per una partita di calcio. I giocatori che sono andati via, quando torneranno in Italia saranno soggetti a due settimane di quarantena".
Per la prima volta sono state rinviate le Olimpiadi...
"È giusto così, sarebbero dovute iniziare il 24 luglio. Il nostro stato d'emergenza finisce il 31 luglio, ma ci sono paesi che sono in ritardo rispetto a noi. Mi fa piacere che tutti abbiano capito la gravità del momento".
C'è polemica sul fatto che molti giocatori abbiano avuto la possibilità di fare il tampone, mentre alcuni infermieri no...
"I giocatori hanno sicuramente delle posizioni favorite: di media c'è un medico ogni 4-5 elementi di una squadra. I nostri invece in media devono trattare centinaia di pazienti. In tempi normali siamo noi che vogliamo che abbiano questo status".
