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Sconcerti: "Gli americani amano cambiare poco. Roma e Fiorentina la prova"
10 nov 2020 20:08Calcio
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Il direttore Mario Sconcerti è intervenuto in diretta a Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini, partendo dal ritorno di Cesare Prandelli alla Fiorentina al posto di Beppe Iachini: "Credo che stiamo avendo un po' di chiarimenti su come i grandi imprenditori americani intendano il calcio, anche sul fronte Roma: lì per esempio non c'è il nuovo ds, non hanno cambiato nessuno in società e anche la squadra praticamente è di Pallotta. Tutto questo per dire che nei primi mesi, forse anche nei primi anni, gli americani sono molto conservativi. Abbiamo visto quanto c'è voluto per mandare via Montella nonostante i risultati, e l'attenzione che c'è stata nei confronti di Iachini: Commisso, come sono i grandi ricchi patriarcali, si rifiuta di aver sbagliato la decisione iniziale. Quelle della Fiorentina sono legittimamente in mano al presidente, che non accetta facilmente di cambiare idea".

Che dire del ritorno di Prandelli? "Intanto dico che lo stimo molto e che gli voglio bene, perché abbiamo fatto molta strada insieme. Non sono quindi forse il più adatto a cui chiedere, ma dico che se non altro porterà buonsenso in questa Fiorentina, che si tradurrà in campo in un tranquillo 4-3-3. Credo di poter immaginare la formazione-tipo, e ho solo il dubbio se metterà Pulgar o Duncan, ma davanti ci saranno Callejon e Ribery larghi con un centravanti, forse Cutrone. Spero che anche Ribery torni a svegliarsi: deve ricordarsi che è il più vecchio, ma anche nettamente il più pagato e quindi ci aspettiamo molto".

Prandelli potrebbe anche passare ad un ruolo da direttore tecnico? "Certamente gli deve essere stato fatto capire. Io ho sempre lavorato anno per anno, e credo che uno come Prandelli, con tutta l'esperienza che ha, sia sempre utile in una società di tipo patriarcale. Anzi, sono convinto che andrà molto d'accordo con Commisso".

Anche Iachini lo era. "Sì, e infatti stiamo parlando di due splendide persone".

Perché Iachini non ha mai utilizzato gli esterni d'attacco? "La domanda ci riporta al problema dell'informazione a Firenze. La domanda a Iachini magari andava fatta prima... Ma adesso non avrebbe molto a che fare. Lui aveva questo tipo di convinzione, so che la società ha cercato tante volte di fargli cambiare idea. Dobbiamo però anche ricordarci che nessuna squadra quest'anno si è rinforzata. Nessuna. Secondo me la Fiorentina è stata veramente brava a farsi pagare Chiesa quei soldi là, che visti oggi appaiono come una cifra di un'altra epoca".

La Juventus non incute più lo stesso timore alle avversarie? "Mi sembra che le altre ne stiano approfittando, se finisse oggi il campionato la Juventus sarebbe in Europa League, dopo nove anni che è stata sempre in testa alla classifica salvo nel 2015 quando riprese dopo. Credo potrebbero approfittarne anche di più, perché finalmente questo è un campionato che aspetta Juventus e Inter, aspetta tutti e in particolare la squadra che è sempre stata più pericolosa. La Juventus, a livello di classifica, è stata molto avvantaggiata dal 3-0 a tavolino, visto che negli altri scontri diretti con Roma e Lazio non è riuscita a vincere. Sono mancati gli avversari di buona sostanza fin qui, a parte il Milan".

La Roma è la nota lieta delle ultime partite? Perché Fonseca era in discussione? "Adesso il vero problema che c'è a Roma è che la nuova società non parla con nessuno. E lì ti mette in mano ai risultati: quando le cose vanno meno bene, però, è la società che deve dire il suo punto di vista o gli altri ti inchiodano. Non è nella mentalità americana quella di arrivare e cambiare... Certo, con dieci sconfitte l'avrebbero fatto. Fonseca è un ottimo allenatore, e quello che cercano società come la Roma è il tempo per capire chi possano essere le figure definitive: una stanza tecnica da portare avanti 3-4 anni".

In tante categorie si stanno sommando casi contrastanti, e discussi, di gestione della pandemia nel calcio italiano. "Se parliamo a rigore di problemi sanitari, il calcio dovrebbe fermarsi dappertutto. Il vero vantaggio del calcio è che si gioca all'aperto, ma per il resto, a partire dagli spostamenti, si fa tutto in gruppo e al chiuso. Il calcio ha un tasso di contagio forse più elevato di quello nazionale che già lo è tanto. Dal punto di vista del buonsenso e delle leggi, andrebbe fermato, ma stanno cercando tutti, a partire dai giocatori che sono i veri coinvolti, di protestare poco perché sanno che stavolta se si fermano non prendono un anno di stipendio. Poi ci sono quelli come me che trovano distrazione nel calcio, e tutto questo fa sì che si faccia finta di non vedere cosa stia accadendo, anche se si sa che accade. Sotto questo aspetto per esempio la Fiorentina è avvantaggiata, perché il Covid in Primavera lo presero tutti, e quindi è al riparo. Ma questo periodo, se non erro, sta finendo. In compenso però il vaccino funziona, e questa mi sembra la vera grande notizia".

TMW Radio Regia
Mario Sconcerti, prima firma del giornalismo italiano, intervistato da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini © registrazione di TMW Radio