Sconcerti: "Conte, non si può dare sempre la colpa alla rosa. Roma, preoccupa Dzeko"

13 gen 2020 16:45Calcio

Il direttore Mario Sconcerti ha parlato a Maracanà, sulle frequenze di TMW Radio, della giornata di Serie A che si è appena conclusa.

Sul campionato
"Le certezze sono Juve e Inter, sono due squadre che si stanno finendo di costruire. La più compiuta è la Lazio, che è sempre la stessa. Ramsey e Rabiot stanno cominciando ad entrare nel progetto Juve. Sono tanti i punti fatti da Juve e Inter e hanno proiezioni importanti. Certo, qualche limite lo hanno fatto vedere".

Sull'Inter
"Non amo sentire sempre una polemica dopo ogni sua sconfitta. Non è una buona gestione della squadra per me, anche se lui sa quello che fa. Non si può dar sempre colpa alla rosa. Gagliardini e Vecino trovano posto in molte squadre di A, Borja Valero è un altro discorso. L'Inter gioca con le ali, che sono Candreva e Politano. I giocatori ci sono, se poi non sono di qualità sufficiente, il problema allora è quello. Ci sono giocatori di meno qualità? La colpa è tua allora, numericamente quindi ci sono. Squadra stanca? Lo escludo che lo sia totalmente, ha fatto un buon primo tempo. L'Atalanta nel secondo tempo ha giocato meglio. Se dai Lukaku e Lautaro all'Atalanta, credo vinca il campionato. Conte si lamenta di quello che non ha ma no spiega quello che ha".

Sulla Lazio
"Il giocatore mai sostituito non è Immobile, né Milinkovic o Luis Alberto, ma Lulic. Che se devi darlo in Serie A, difficilmente lo piazzi, sia per età che per ruolo. Se porti Eriksen alla Lazio, salta tutto l'equilibrio".

Su Eriksen
"Deve essere trequartista. Ha giocato metà partite da mezzala sinistra, da regista un terzo (e non bene), nel suo ruolo di trequartista ha giocato un altro terzo. Nell'Inter il suo ruolo deve essere quello dietro alle punte".

Sulla Roma
​​​​​​​"L'infortunio di Zaniolo? Mi dispiace molto, ma le difficoltà la Roma le ha e le avrà comunque. Sarà una corsa sull'Atalanta per il posto in Champions. Vedremo se mai rallenterà la Lazio. Mi preoccupa questa staticità di Dzeko, dovuta agli anni ma anche al fatto che il gioco è poco per lui. La vera arma della Roma è attaccare in tanti. Pellegrini può coprire l'assenza di Zaniolo".

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