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Sconcerti: "Conte ha fallito. Domani dico Napoli, la Juve non ha una rosa lunga"
16 giu 2020 20:05Calcio
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Il direttore Mario Sconcerti si è collegato in diretta a Stadio Aperto, trasmissione in onda sulle web frequenze di TMW Radio, condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini. Il suo intervento esordisce sul caso di positività riscontrato nel Venezia, in teoria atteso alla sfida con il Pordenone: "Farà scuola, per tutti i campionati. La decisione merita un attimo di meditazione: è successo in Serie B, ma riguarda anche il Pordenone che potrebbe salire. Era tra le cose che sapevamo sarebbero accadute, adesso siamo curiosi di sapere che soluzione trovano".

Che ne pensa delle promozioni rivendicate da Sarri oggi in conferenza? "Lui crede davvero nei risultati che ha fatto. Basta che ci si parli della sua carriera da calciatore, e ne è molto orgoglioso quando ti racconta che ha fatto qualche partita in C. Non lo dà a vedere, se non raramente, ma Sarri è uno che si è diplomato ragioniere da migliore dell'intera scuola, ha fatto il funzionario di banca ed è stato mandato in Germania. Ad un certo punto poi ha anche vinto una Coppa Italia di categoria, col Sansovino nel 2003. Lui non ha mai pensato di fare la gavetta, stava lavorando e si è divertito. Va solo a suo onore, perché di solito il calcio la gente come lui la tiene fuori. Prima di certe figure solitamente vengono scelti centinaia di ex calciatori solo perché hanno giocato, e lui è orgoglioso di questo. Mandateci ogni allenatore a vincere in Serie C... Guardate che le difficoltà sono le stesse della A. Capello, per dirne una, non ha mai allenato in Serie C. Chi emerge da solo senza aver giocato ad alti livelli ha infiniti meriti dell'altro, che invece ha avuto da Dio il dono del saper giocare a pallone, quasi fosse un prestigiatore. Per farcela devi essere intelligente ed innovativo".

Gattuso come arriva alla finale di Coppa Italia? "Facendo catenaccio, giocando all'italiana. A me piace e gli voglio bene: a Manchester, prima della finale Juventus-Milan di Champions, eravamo ad un bel ristorante, tutti italiani. Accanto a noi c'era un tavolo con una trentina di persone, poi un uomo con la camicia bianca e una certa pancia mi offrì un brindisi e mi disse che lui, padre di Gattuso, non era un semplice pescatore, ma che avevano una flotta di pescherecci. Ha uno strano record, a Pisa è retrocesso con la miglior difesa del campionato. Con la Juve non so cosa succederà, è una partita secca: la mia sensazione è che vinca il Napoli".

Forse la rilevanza della Coppa Italia è diversa per Sarri. "Per lui, gli juventini e la Juventus è molto importante, anche perché Sarri ha già perso il primo titolo, la Supercoppa, e deve cominciare a vincere o ad Agnelli cominciano a girare le scatole. La sua Juve non dà l'idea di una squadra realizzata. Uno degli slogan che va di moda oggi è che la Juventus abbia un organico sconfinato, ma non è vero. Hanno impiegato 23 giocatori in campionato, e di questi uno, Buffon, lo togliamo. Poi ci sono Demiral, De Sciglio che Sarri non vede, Chiellini che l'ultima partita per intero l'ha giocata al 15 agosto, poi Khedira che non gioca da dicembre, poi Rugani che non gioca mai ed Emre Can che è stato ceduto. L'organico così si riduce a sedici giocatori, cioè dieci di movimento più i cambi. Il Napoli ha fatto giocare 24 giocatori, e ne ha a disposizione appena due in meno. La qualità della Juventus si è molto involuta: Bernardeschi e Rabiot sono in chiara difficoltà tecnica, Ramsey ancora ci deve far vedere qualcosa... Arrivi in fondo e devi dare ragione a Sarri, che non ha mai avuto la Juve che voleva".

Parlando di Bernardeschi: che succede? "Quando non si trova una corretta collocazione tattica, vuol dire che sei un atipico e che sei già limitato al 30-35%. Bernardeschi è una riserva di una grande squadra: se vuole fare i soldi va bene, se vuole giocare bene e divertirsi va in una squadra di un gradino sotto. Non è un fuoriclasse né un campione, al massimo può sostituirne uno: è un ottimo giocatore, ma il campione nel suo ruolo è Douglas Costa. Se Bernardeschi va alla Fiorentina fa un grosso campionato, perché è felice ed ha molte cose dentro che si sono viste anche durante il Covid, ma ha sofferto molto il bisogno di dimostrare cose che non ha".

Dopo la Champions, l'Inter è stata eliminata anche dalla Coppa Italia. Si è chiesto troppo a Conte e poco alla squadra? "Io ho scritto su questo, c'è troppo Conte nell'Inter. Così come c'è troppa Fiorentina a Firenze, è la stessa cosa e infatti non facciamo mai niente. Non c'è dubbio che il fallimento sia di Conte, anzi per me è meglio Marotta di lui, che dà troppi comandamenti e vuole che tutti facciano quello che dice lui. Alla trentesima i giocatori hanno qualcosa che gli struscia a terra: lui non vuole l'istinto, ma quelli bravi amano mettere il proprio. Ha una grossa squadra: quando hai Lautaro, Eriksen, Lukaku, ma anche Candreva e Bastoni, ricordatevi di lui, più mezzali come Barella e Brozovic, allora sì che parliamo di un'ottima squadra che non può essere terza in campionato ed eliminata ovunque".

TMW Radio Regia
Mario Sconcerti, prima firma del giornalismo italiano, intervistato da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini © registrazione di TMW Radio