Scarnecchia: "La Roma sta crescendo. Milan, prendi esempio dall'Atalanta"

28 nov 2019 19:34Calcio

Per parlare di Roma e Milan a TMW Radio, durante Stadio Aperto, è intervenuto l'ex calciatore Roberto Scarnecchia. Ecco le sue parole:

Sul momento dei giallorossi
"Dzeko sta giocando bene, ci sono più alti che bassi in questa stagione. E' vero che la Roma sta bene, nel secondo tempo col Brescia si è vista una squadra compatta e grintosa. Questa continuità che sta dando l'allenatore è giusta, sta sfruttando tutti quelli che stanno bene adesso, adottando cambi naturali. Quest'anno ha una rosa veramente competitiva, basti vedere chi rimane fuori. Chiaro che la differenza la fanno i singoli, se riesce ad emergere Dzeko come due anni fa, Perotti, Zaniolo, Kalinic, si può rigenerare. Continuare a vincere può essere uno stimolo importante. L'Europa League deve essere un obiettivo, con la rosa che ha deve combattere sui tre fronti. In campionato c'è la Juve che è sopra tutto, anche quando gioca male passa grazie ai singoli. Non vedo l'Inter capace di insidiare la leadership della Juve, può dare fastidio. Sta girando bene all'Inter in questo momento".

Sui rossoneri
"Non c'è pazienza nel calcio italiano. Il problema si riversa sempre sull'allenatore. I problemi possono essere diversi, la soluzione va trovata insieme. I giocatori remano contro il tecnico? Cavolate. Se il gruppo si unisce con l'allenatore, non succede questo. Il problema sono le società che condizionano i giocatori nel dare la colpa ai tecnici. Tutto parte da lì, da società che non condividono la campagna acquisti con l'allenatore. Le società non hanno capito che si deve fare come l'Atalanta. Nel Milan succede che si perde di vista l'obiettiva, si manda via il tecnico ma il risultato non cambia. Giampaolo e Pioli sono ottimi allenatori, ma il problema non sono loro. Serve pazienza. Soffri un anno, ma senza cambiare nulla ti crei lo zoccolo duro per ripartire. L'errore poi è puntare alla Champions, quando non hai la rosa per raggiungerla. Mi dispiace per Maldini e Boban, serviva dire subito dire degli obiettivi chiari, possibili. Ma ci sono troppi interessi in ballo per dire che l'obiettivo è un altro".

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