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Stefano Salandin è tornato come ospite di Tmw Radio per raccontare anche il suo percorso dopo la diagnosi di una seria malattia poco più di un anno fa.
"Sto facendo il mio percorso e c'è ancora da camminare, ma forse il peggio è passato. Ora si va avanti, anche se è complicato curare queste cose. Adesso bisogna cercare un po' di normalità e di leggerezza, come quando parliamo di calcio. Ripeto comunque che ora sto un po' meglio, per quanto il pancreas vada sempre tenuto d'occhio. L'operazione che ho sostenuto del resto è la più complessa per la chirurgia addominale e pensate che il chirurgo che mi ha operato era nell'equipe che ha fatto la prima operazione a Gianluca Vialli. Tutti comunque mi hanno fatto i complimenti, perché su un centinaio di casi di norma solo in quattro riescono a fare il percorso che ho fatto io. Del resto parliamo di ottanta punti esterni e trecento punti interni. Cerco comunque di tenermi in forma facendo un po' di pesi e di corsette, dato che avevo perso venti chili. Ne ho recuperati però cinque o sei di massa muscolare e quindi anche i dietologi sono molto contenti".
"Il fatto è che la cosa su cui bisogna maggiormente lavorare in realtà è che il cancro non fa male solo a te, ma anche a chi ti sta attorno e dunque bisogna lottare per questo. Ci vuole resilienza e saper incassare. Paura comunque non ne ho avuta perché il rapporto con la morte per me è una cosa molto naturale. La cosa più incredibile è che prima dell'operazione, che è durata dieci ore, ho guardato la gara contro Israele nelle qualificazioni. Ognuno la vive come vuole, anche se sai che potresti non farcela. La cosa che devi mandar via è la rabbia, dato che quando queste cose capitano non è colpa di nessuno".
