Rossi: "Mancini ha ricostruito la Nazionale. Campionati? Ripartiremo con entusiasmo"

26 mar 2020 17:10Calcio

Paolo Rossi, ex attaccante italiano campione del mondo nel 1982, è intervenuto su TMW Radio durante Maracana.

Qual è la tua storia personale che preferisci raccontare?
“Ho avuto la fortuna di ottenere grandi risultati e il più grande è sicuramente la vittoria del Mondiale del 1982. Ho in mente dei flash di quando stavo per entrare in campo. Nel tunnel c’era una grande concentrazione e mi è scorsa davanti la mia vita da ragazzo, quando giocavo da bambino a 7 anni in mezzo agli ulivi. Non c’erano strutture e si giocava in mezzo ai campi. Più vai avanti con i risultati più ritorni indietro con la mente”.

Un ricordo di Enzo Bearzot? Che rapporto avevate?
“L’ho vissuto per dieci anni, è stata un punto di riferimento una figura tutta di un pezzo. Spesso era anche una persona dura, ti faceva pochi complimenti e cercava di trasmettere i suoi valori. Più che un allenatore è stato un selezionatore e lavorava molto sulla parte psicologica. Era anche un grande conoscitore degli avversari e ha creduto molto nel gruppo e nello stare insieme. Non ha convocato alcuni giocatori non perché non lo meritassero dal punto di vista tecnico ma perché non avevano i requisisti morali per formare un gruppo. Era anche un grande appassionato di arte. Ha ricoperto il ruolo di allenatore dell’Italia senza privilegiare mai nessuno, tutti quanti i calciatori gli hanno voluto un gran bene. Era una persona chiara, limpida e onesta, quasi di altri tempi”.

Vedi qualche similarità tra Mancini e Bearzot?
Si, entrambi spingono molto sul profilo mentale. Mancini ha creato un bel clima in nazionale. Ha ricostruito una squadra che veniva dalle macerie della mancata qualificazione in Russia. La squadra è un mix tra esperienza e gioventù, ci sono molti giovani interessanti che possono far bene. Peccato non poter giocare l’Europeo quest’anno”.

Che tipo di calcio ti aspetti quando si riprenderà? Ci sarà un’esplosione di passione?
Quando si toglie alla gente italiana non solo una cosa importante come il calcio significa levare tanto. Sono fermamente convinto che quando ripartiremo, lo faremo con un entusiasmo esagerato. Siamo fermi da qualche settimana ma sembra un’eternità. Sto vedendo litigi continui tra società e lo capisco perché ci sono molti interessi ma questo e il momento per riflettere”.

Prenderesti Icardi come attaccante?
“È un attaccante di livello internazionale, lo prenderei perché è giovane ed è uno che ha fatto sempre tanti gol. Dipende dalla situazione e dalla squadra in questione ovviamente”.

Come sta andando a Vicenza?
“Siamo in testa alla classifica per merito e abbiamo preso un grande allenatore come Mimmo Di Carlo che ha molta esperienza. C’è un grande entusiasmo tra la gente. È un club con una grande storia e siamo la terza squadra in serie C per numero di abbonati. Vicenza è la mia città del cuore, ci sono tutte le premesse per far bene”.


Paolo Rossi e Xavier Jacobelli ospiti di Marco Piccari © registrazione di TMW Radio

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