Riva: "Samp, Colley già a gennaio era cercato in Premier. Crediamo molto in Piazon"

04 giu 2020 19:25Calcio

Il procuratore Umberto Riva si è collegato in diretta con Stadio Aperto, trasmissione in onda su TMW Radio e condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini: "Secondo me le date del mercato sono giuste, un mese per fare le trattative secondo me è abbastanza, contando il periodo in cui si può lavorare con i pre-contratti. Fare il mercato dal primo settembre al primo ottobre aiuterà sia gli allenatori, restii alle trattative mentre si gioca, sia chi lavora sul mercato per evitare situazioni discostanti con le altre realtà d'Europa. Sicuramente, da quanto è emerso finora, ci sarà la possibilità di partire già prima con il mercato. Come diciamo, non si ferma mai, e ci dovrebbe essere la possibilità di un'apertura della Federazione di dare garanzie sull'ufficialità delle trattative, seppur a partire da una certa data".

Che pensa della scelta francese di fermare tutto? "Non entro nel merito, se non nel constatare che poco dopo tutte le altre realtà, a parte Belgio e Olanda, dei grandi campionati si siano allineate sulla decisione di riprendere. Questo dà l'idea che forse si poteva attendere un po': Aulas è stato molto duro, così come altri presidenti, ma la decisione non dipende da loro. Questa causerà danni economici non irrilevanti: i nostri clienti francesi sono già rientrati, e tra dieci giorni inizieranno il ritiro. Per dire dello sfasamento che c'è".

Uno di questi è Danilo del Nizza. "Sì, ha solo 24 anni ma già un'esperienza importante in Europa, essendo uscito molto giovane dal Brasile. In passato ci sono stati club dei top-5 campionati europei che si sono avvicinati, ma lui cercava continuità. Ora il Nizza effettivamente è tra i grandi club, vedremo".

Qual è la prospettiva per Lucas Piazon? "Mi fa piacere parlare di lui, purtroppo in Italia ce lo ricordiamo solo per sei mesi al Chievo in cui ha potuto anche giocare poco. Forse la decisione era forzata dalla sua volontà assoluta di voler partire: nonostante il parere positivo di Sarri, aveva davanti a lui grandissimi nomi e non avrebbe potuto giocare. Al Chievo ha incappato in una situazione problematica, la squadra poco dopo era già retrocessa. Il giocatore ha qualità importanti: a un certo punto le grandi, tra cui Juventus e big inglesi, si davano battaglia. Quindi un po' ha sofferto, a partire dal momento in cui non si è concretizzato il definitivo acquisto del Fulham. Poi abbiamo scelto il Portogallo, e dopo qualche acciacco iniziale sta andando bene: il Rio Ave è quasi in Europa anche grazie a lui, che ha segnato a Benfica, Sporting ed altre squadre importanti. Per l'età che ha può ancora rilanciarsi, ci crediamo molto anche perché è un ragazzo splendido. Prima di partire abbiamo rinnovato con il Chelsea".

Colley dove va? In Inghilterra sembra muoversi qualcosa... "Già a gennaio ci sono stati interessamenti reali dalla Premier League. Sappiamo che quello è un mercato di riparazione e non sono state concretizzate offerte, ma lui per caratteristiche potrebbe adattarsi al calcio inglese. Dopo un inizio altalenante della Sampdoria, con Ranieri le cose si sono stabilizzate".

Bessa che farà? "Quando abbiamo deciso di andare in Brasile era un momento delicato per lui, e aveva piacere ad andare in una squadra in cui sarebbe stato importante, giocando con continuità. Tornava da un infortunio che lo aveva colpito, successo due-tre giorni dopo la fine del mercato estivo. Lui è in prestito con opzione, e sappiamo dei problemi che avvengono in Brasile, dove il campionato è in dubbio se ripartire o meno e quando. Lui in teoria era molto felice di stare lì, stava facendo benissimo. Ora valuteremo con il club".

Tornando a Colley, quanto può valere a oggi? "Vero che la scorsa stagione aveva avuto un livello più costante, ma l'estate scorsa ha deciso di voler rimanere in Italia, dove si trova benissimo. Ogni volta che telefoni ai direttori si parla sempre di prezzi pre e post-virus, di un nuovo mercato... Oggi è complicato fare un prezzo, servirà vedere come si va con domanda e offerta quando si inizierà con il mercato. Le ufficialità già viste, tipo Icardi, ancora non fanno testo. La Samp comunque ha fatto un investimento importante per lui, giustamente vorranno fare plusvalenza".

Più complicato Campbell al Frosinone o Gerson in Brasile? "Quest'ultimo. La Roma non era così intenzionata a lasciarlo partire, mentre i brasiliani avevano necessità di chiudere in modo rapido. Sono stati tre giorni intensi a Roma con tante parti in causa, in cui abbiamo messo tutti i pezzi insieme riuscendo a far sì che partissero tutti assieme verso il Brasile. Un trasferimento che dentro ne aveva altre venti, tante erano le cose da sistemare. Campbell ricordo che fu tutto più rapido, a colpirmi fu l'impatto mediatico: lì per lì non ci pensavo, ma avevamo portato un calciatore dall'Arsenal al Frosinone".


Umberto Riva, procuratore e partner di P&P di Federico Pastorello, intervistato da Raimondo De Magistris e Niccolò Ceccarini © registrazione di TMW Radio

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