Pusceddu: "Faccio il ct della Sardegna e potrei chiamare anche Barella e Sirigu"

05 ago 2020 19:22Calcio

L'ex difensore Vittorio Pusceddu si è collegato in diretta nel corso di Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio, esordendo nel suo intervento ai microfoni di Niccolò Ceccarini dalla stagione del Cagliari: "Fino a novembre esprimeva il miglior calcio della Serie A con Verona e Atalanta, poi qualcosa contro il Lecce, e da lì in avanti, si è rotto. Si arrivava da quindici risultati utili consecutivi, e da una vittoria per 2-0 è arrivato un 2-2 con due espulsioni finali. Quella dopo con la Lazio lo stesso, un'altra rimonta: si è arrivati all'esonero di Maran per Zenga, ma il Cagliari non ha più ripetuto il gioco spumeggiante".

Con più continuità il settimo posto poteva essere più a tiro? "Sì, ci si aspettava di più anche perché era centenario del club e cinquantenario dello Scudetto: con una qualificazione europea sarebbe stato magnifico, ma purtroppo non ci sono riusciti. La salvezza è arrivata tranquillamente, e alla fine ogni anno si gioca per quella".

Di Francesco come allenatore è un segnale di ambizione? "Un giovane con tanta esperienza, sicuramente Giulini vorrà fare un bellissimo campionato nel prossimo. Ora dovrà cominciare ad occuparsi dei riscatti dei giocatori e di altre situazioni di mercato da risolvere".

Francescoli è il più forte con cui ha giocato a Cagliari? "Lui e Matteoli li reputo fondamentali per quel piazzamento in Coppa UEFA. Eravamo molto giovani, e quei due ci hanno aiutato tantissimo con esperienza e saggezza, facendoci crescere. In assoluto, invece dico Batistuta: non solo per i gol, ma anche per com'era fuori dal campo, negli allenamenti. Nonostante fosse un campione voleva sempre migliorarsi".

Come valutare il lavoro di Juric? "Fin quando non ha preso la sua strada è stato secondo di Gasperini, e gli ha insegnato tanto. Mi piace come fa giocare la squadra, ha fatto maturare anche tanti dei giovani oggi più richiesti in Serie A. Veloso e Borini sembravano un po' persi e invece hanno disputato un ottimo campionato. I tifosi sono felicissimi, hanno visto un bel calcio: il fatto che Juric abbia rinnovato li fa stare ancora meglio".

Amrabat può diventare un giocatore ancora più forte? "Lui è un ottimo giocatore: mi auguro che riesca a fare quanto ha mostrato a Verona anche nella Fiorentina, ma va capito cosa gli chiederà l'allenatore e come gioca la squadra. Con Juric ha mostrato il suo valore, magari con altri potrebbe trovarsi meno bene. Mi auguro di no, perché di Firenze ho bei ricordi e auguro loro di raggiungere presto un traguardo europeo".

Per ora lottano per salvarsi. "Con l'arrivo di Commisso credo che il prossimo anno dovranno allestire una formazione importante: Firenze ha dei tifosi eccezionali. Ricordo i 32mila abbonati in Serie C2: una piazza così ha bisogno di una grande squadra, se lo merita".

Lei oggi è ct della Sardegna... Come? "L'idea è venuta a un giornalista sardo e altri ragazzi che hanno formato questa nazionale ancora non riconosciuta dalla UEFA. Volendo però c'è un campionato di seconda fascia con le varie nazionali non riconosciute, tipo Corsica, Catalogna... Purtroppo ancora non abbiamo potuto giocare una partita, avremmo dovuto cominciare ad aprile da programma. Ci auguriamo che gli stadi tornino a riempirsi di gente: bello seguire il calcio in tv, ma dal vivo è un altra storia, è fantastico".

Chi potrebbe convocare? "Abbiamo Emerson, brasiliano che gioca ancora in C ed è stato tanti anni nel Livorno, che è in attività, così come Mancosu, Deiola, Pinna... Tra virgolette anche Barella e Sirigu, che però naturalmente non ci mandano così facilmente. Abbiamo però la parola di alcuni giocatori che, quando smetteranno, verranno a giocare qualche partita con noi, così da portare in alto il nome della Sardegna".

Può farcela il Napoli ad eliminare il Barcellona? "Penso che le possibilità siano al 50 e 50. Se la devono giocare: il Barca ha giocatori importanti, su tutti Messi, in più, ma senza pubblico è tutto aperto. Da italiani ci auguriamo che vada avanti il Napoli, così come le altre italiane in Europa. C'è bisogno di questo".


Vittorio Pusceddu intervistato da Niccolò Ceccarini © registrazione di TMW Radio

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