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Protti: "Curioso per la lotta Scudetto. Follia far retrocedere il Rimini adesso"
08 giu 2020 18:35Calcio
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© foto di Federico De Luca

L'ex attaccante Igor Protti si è collegato in diretta ai microfoni di TMW Radio, intervenendo nel corso della trasmissione Stadio Aperto, condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini: "Come per tutti è stato un periodo complicato in cui non mi sentivo di parlare di calcio, anche se so che le cose devono andare avanti ed è giusto che chi lavora col calcio pensi a proseguire".

Cosa l'ha infastidita di più? "Nel momento in cui ogni sera arrivavano migliaia di morti sentivo parlare figure dell'ambiente calcistico parlare di interessi personali e questo non mi è piaciuto".

Ha ancora voglia di far parte di questo calcio? "Non sono più un ragazzino, ho più di 50 anni e mi trovo a fare ragionamenti sentimentali, che il passato è sempre ricordato come migliore, perché la mente cancella le cose brutte. Mi piaceva più il calcio di qualche anno fa, ma può darsi che l'evoluzione sia inevitabile insieme al cambiamento di vari aspetti del mondo, a cominciare dai social e a tutto ciò che circola intorno, rendendo tutti protagonisti con un semplice commento. Dobbiamo abituarci velocemente, quindi affrontare il presente, cercando magari a correttivi per migliorarsi. Per farlo non bisogna guardare solamente avanti, ma ogni tanto dare anche una sbirciatina dietro".

Si aspetta qualche sorpresa in Coppa Italia? "Assolutamente sì. Dopo tre mesi di inattività non saprei cosa aspettarmi da queste prime partite, giocate senza tifosi: è un calcio del tutto diverso, e non saprei cosa pronosticare".

Cosa ne pensa del calcio senza tifosi? "Ho visto qualche partita della Bundesliga, e sono dalla parte di chi pensa che i responsi debbano sempre arrivare dal campo. Almeno il più possibile, anche se sicuramente è un calcio sicuramente diverso, e credo che sarà un campionato strano. Non dico falsato perché i tifosi mancano per tutti, ma non è normale e i responsi lasceranno gioia ma anche tanto amaro in bocca".

Il capitolo infortuni potrebbe essere un problema. Che ne pensa dei cinque cambi? "Mi auguro che non lo sia per i calciatori, ma fare mesi di attività individuale non è lo stesso che allenarsi sul campo, e il loro fisico subirà degli stress non facili da sopportare, soprattutto a livello muscolare. Io le cinque sostituzioni ho già avuto modo di sperimentarle quando ero dirigente del Livorno, in Serie C, e devo dire che permettono agli allenatori di cambiare l'andamento delle partite, soprattutto chi ha rose importanti. Aumenta le differenze tra le squadre forti e quelle più deboli".

Lei è di Rimini, che è tra le squadre danneggiate dalle retrocessioni d'ufficio in Serie C. Che ne pensa? "Gli scontenti ci sono e ci saranno sempre, ovviamente mi auguro che qualcosa cambi perché è la squadra della mia città ma soprattutto perché mi pare una follia che una squadra possa retrocedere quando gli mancano ancora dieci partite... Mi sembra più sportivo dare le possibilità di giocarsi le cose sul campo, e non di retrocedere per una differenza reti, così è follia".

Tempo di riformare la Serie C? "Sì, ed è già tempo che lo penso. In Serie C ci sono squadre considerate professioniste e così anche i loro giocatori, ma se vai a vedere trovi stipendi normalissimi, ma parliamo di ragazzi che abbandonano magari gli studi e a poco più di trent'anni si trovano senza più nulla. Magari il semi-professionismo potrebbe essere intanto una soluzione, ma in generale la situazione fa capire che il campionato va rivisto, e va fatto in fretta".

Cosa può fare il Bari ai playoff? "Fin qui si può dire che abbia giocato sotto le aspettative, ma conoscendo la C sapevo che non sarebbe stato facile, perché vince solo la prima e da lì poi devi giocarti praticamente un altro campionato. Vero che il Bari ha una storia straordinaria ma qualche difficoltà me l'aspettavo, venendo dalla D. Ultimamente però avevano fatto una serie di risultati consecutivi, ora dovranno giocarsela ai playoff e, come dicevo per la Coppa Italia, vale anche per i playoff: difficile fare delle previsioni, di sicuro dovranno fare a meno di una possibile arma in più come il loro pubblico, ma questo vale per tutti. Mi auguro che possano arrivare all'obiettivo che la città merita".

Il Livorno tra classifica e momento societario non sembra passarsela bene. "Sono tantissimi anni che Spinelli dice di voler lasciare, quest'anno più di altre volte dicendo che proprio non ne vuole sapere. Andrebbe chiesto a lui il perché, ci sono stati momenti belli ed altri meno, il mio pensiero è che il calcio vada fatto con passione, amore e convinzione: è una scelta. A leggere, sembra che al di là della trattativa saltata, stia cercando un'alternativa per vendere. Il Livorno ha una storia importantissima dal Dopoguerra in poi, al di là degli anni bui, e nasce come una grandissima squadra del calcio italiano, che ha combattuto col Grande Torino per vincere lo Scudetto".

Quale situazione la intriga di più della Serie A che sta per ricominciare? "Sarà banale dirlo, ma chi vince il campionato. Dopo anni in cui la Juventus ha dominato, quest'anno come non mai sembrava tutto equilibrato, e quindi vorrei vedere se lo strapotere Juve continuerà. Al di là della vittoria o meno, Lazio e Inter stanno cominciando a dare tanto fastidio".

TMW Radio Regia
Igor Protti ai microfoni di Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini © registrazione di TMW Radio