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Mario Ceri, presidente del Grosseto appena promosso d'ufficio in Serie C, ha parlato ai microfoni di TMW Radio, intervenendo nel corso della trasmissione Stadio Aperto, condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini: "Il risultato è stato inaspettato, avendo vinto il campionato l'anno precedente quest'anno era di assestamento per puntare a vincere quello dopo. Il calci a volte è strano, abbiamo una squadra giovane ma i ragazzi sono stati sempre meravigliosi, ci hanno creduto anche con 6-7 punti di distacco, inanellando successi, tra cui con il Monterosi. Era meglio giocarsela fino alla fine, ma siamo contenti".
La risalita com'è stata? "Difficile, abbiamo preso il titolo sportivo del Roselle come Grosseto al 15 luglio di tre anni fa. Il 28 avevamo già il ritiro, ed era difficile fare qualcosa, non c'era più niente. L'anno seguente abbiamo vinto l'Eccellenza, paradossalmente il campionato più difficile perché avevamo tutti i pronostici a nostro favore. Quest'anno è andato così, ogni anno comunque avevamo tanti tifosi al seguito, c'è entusiasmo e stimolo da parte della città".
Il Centro Sportivo di Roselle è all'avanguardia, specie per cosa potrà darvi da qui in poi. "Ci abbiamo investito tanto, per il settore giovanile. Provavamo a realizzarlo da 5 anni, poi in uno solo l'abbiamo costruito. L'impianto è molto bello, con 15 posti letto, bar, ristorante e pizzeria, un centro medico, costruiremo una piscina coperta... Effettivamente è un fiore all'occhiello".
Serve l'aiuto della città per il professionismo? "Cerchiamo di ottenere il massimo da città e tifosi, anche dall'amministrazione comunale. Vedremo. La Serie C è onerosa, io ho un'azienda e non è un bel momento per nessuno, comunque cerchiamo il coinvolgimento di più persone possibili. Va visto un attimo, stiamo pensando anche ad un azionariato popolare".
La storia del co-presidente Simone Ceri parla per voi. "Lui è mio nipote, è sempre stato un ultrà e conosce tutti quelli del Grosseto. Io pure sono tifoso, nel dopo-Camilli siamo riusciti ad ottenere un risultato eccellente io lavorando con gli sponsor, lui con i tifosi. Non dimentichiamoci che siamo partiti nel 2012 dalla Terza Categoria, e ora siamo tra i professionisti".
Cosa ci può dire dell'azionariato popolare? "Ci piacerebbe molto poterlo fare, è ancora in fase embrionale ma stiamo valutando seriamente".
La Serie C sembra in difficoltà. Che ne pensa? "La C è molto impegnativa, credo che sia peggio della B perché sono professionisti ma non hanno le stesse entrate. Se saremo messi con le altre squadre toscane, allora sarà davvero un bellissimo campionato, nella speranza che si possa giocare con i tifosi allo stadio, perché c'è anche questo punto interrogativo".
Quale il prossimo sogno? "Se ci salveremo in Lega Pro sarà un mezzo miracolo, intanto portiamo avanti il settore giovanile per mantenere al meglio la squadra tra i professionisti".
Vorrebbe aprire poi un Grosseto Store. "Sì, cerchiamo qualcosa che faccia al caso nostro in centro per poterlo fare".
