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Pres. Reggiana: "Ora le riforme. Via la Serie C, dentro una Serie B a due gironi"
05 mag 2020 18:32Calcio
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Luca Quintavalli, presidente della Reggiana, è intervenuto in diretta nel corso di Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio: "Le condizioni evidenziano una situazione non semplice per ripartire, dobbiamo rifarci ai protocolli. Riprendere significherebbe aver passato il peggio, ma oggi la scienza ci dice che non siamo in condizione di farlo. La Reggiana, come altri club, scalpita per poter giocarsi tutto sul campo ma non ci mettiamo davanti alla salute delle persone. Siamo stati tra i primi a fermarci, infatti".

Ci si aspetta un futuro diverso anche per la C. "Confermo. Quando succedono cose così globali, di questa cruenza, le riforme dal cassetto devono essere messe sul tavolo. Vengono evidenziati i limiti di sostenibilità della Serie C, quindi tutti dobbiamo metterci a ragionare. Se questo virus ci ha portato a rivedere cose mai più pensate nel tempo, ecco che è arrivato il momento giusto di farlo".

Lei che idea ha? "Per me una riduzione dei professionisti è un'ottima idea: sparisca la C, e la B abbia due gironi. Serve un dilettantismo, o un semi-professionismo a costi contenuti ma pari visibilità che permetta di sostenersi e rendersi competitivi per costruire una squadra di Serie B. Oggi se miri alla B, rischi di farti male, quindi punti alla cosiddetta terra di mezzo".

Si dice che la C sia un rubinetto a perdere. Dove? "Non avendo introiti ad eccezione degli abbonamenti, non ci sono possibilità di coinvolgere sponsor al di là di quelli che amano il calcio. Uno stadio di A porta pubblico e sponsor, la follia pura è che il modello della Serie C non può stare in piedi così, non c'è il diritto televisivo. Ci sono costi di altissimo livello con introiti da dilettanti: questo è un paradosso e va affrontato. Senza chi mette a budget milioni da cacciare per amor proprio, sparisce tutto. La riforma va fatta ragionando da imprenditori: come evitare le perdite? Devo vendere un prodotto che porti un introito".

D'accordo lei con promuovere le tre prime? "Sono d'accordo a congelare le classifiche, e onore al merito per chi è primo. La Reggiana è tra i club che più hanno subito il Covid-19: ci siamo bruciati lo scontro con la prima, il derby in casa, le celebrazioni del centenario... Avrei preferito giocarmela fino in fondo, sì".

Per la quarta, invece, approva il sorteggio o suggerirebbe metodi diversi? "Io sono convinto di potercela giocare, tra le migliori seconde potremmo andare in Serie B per alcuni parametri. Considerando che già in passato ci sono evidenze su come calcolare in situazione di discontinuità, ci sono almeno due elementi di valutazione su tre che vedrebbero la Reggiana in B. Secondo me la classifica ce la siamo meritata sul campo, e se valutiamo siamo noi la migliore seconda".

L'atteggiamento del Ministro Spadafora verso la C l'ha soddisfatta? "Non sono entrato nel merito, ma non sono mai soddisfatto di natura. Spero solo che i problemi della nostra lega siano sui tavoli giusti: se pensiamo al rischio di morire, vuol dire che stiamo ragionando bene. Abbiamo un presidente (Ghirelli, ndr) che sta facendo gli interessi della lega nel migliore dei modi, ricordandoci che siamo sessanta club da tutta Italia".

Spaventato dai possibili ricorsi? "Ce ne saranno comunque, a prescindere dalla scelta. Bisogna optare per quelle che accontentino più realtà possibile, con un ragionamento globale, visto che si vanno a toccare anche altre leghe, dilettanti compresi. Andare ad impattare qualcun altro sarebbe un errore. La priorità va data alla Serie A, perché è il motore, ma una scelta sulla B e la C ha strascichi anche sui dilettanti. Sarebbe già molto buono trovare una soluzione che vada ad accontentare almeno il 70%".

Il vostro club e lei vi siete impegnati molto sul fronte anti-virus. "Mi vanto di dire che non ci siamo mai fermati, anche quando abbiamo dovuto bloccare tutto. Siamo un esempio, non l'unico, di come un club anche in un contesto così difficile, oltremodo in una lega improponibile economicamente, possa fare del bene al territorio. E ci riesca anche perché il territorio la considera come parte integrante: la raccolta fondi per donare un'ambulanza granata è esempio di come sport e sociale possano coesistere. Lì ci potrà salire chiunque, chi tifa Reggiana, chi tifa Modena o Parma... Nell'anno peggiore, siamo riusciti a raccogliere 100.000 euro per un'ambulanza: è un onore riuscirci con me alla presidenza. Spero diventi un esempio, perché a smuovere i cuori ci vuole poco, basta la leva giusta. Questo è il nostro impegno, la squadra dei ragazzi di disabili, la scuola di tifo: forse non si conoscono ma sono parte del club. Per certe cose non c'è categoria: vorrei vedere club di A farle, e magari lo fanno ma non lo enfatizzano abbastanza".

Reggio Emilia ha tante grandi squadre in vari sport. C'è preoccupazione sulle conseguenze? "Sì, basta pensare che siamo anche accanto alla Motor Valley, viviamo di certe cose. La voglia di fare del bene è comunque tangibile nelle persone, c'è interesse per le sorti. Io ho sempre detto: vediamo la Reggiana come un monumento della città, a prescindere di chi la gestisce. C'è da 100 anni, brillando di più o meno: se non evidenziamo questo valore siamo una squadra come tante altre. Invece siamo riferimento del territorio: sento il supporto di tutti, dall'80enne al ragazzino che viene con noi al giovanile e che soffre come me perché non può giocare. Quando si raggiungono certi valori non si può che fare bene".

Cosa ha detto ad Alessandro Favalli, colpito dal virus? "Ha perso anche un familiare a causa del Covid. Il ragazzo ha subito personalmente la situazione, ma nel momento in cui l'ho sentito ho percepito la sensazione di rivalsa di chi ha appena subito un gol e vuole pareggiare. Sono vicino ai ragazzi: io e i miei soci gli vogliamo bene. L'unica cosa che possiamo fare è avere un dialogo costante, e che vediamo e gestiamo l'evoluzione delle cose. Parliamo degli stipendi, sapremo come gestire la proiezione: sono giovani, oggi come riferimento hanno la società e ci sentiamo molto responsabili".

TMW Radio Regia
Luca Quintavalli, presidente della Reggio Audace, intervistato da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini © registrazione di TMW Radio