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Il direttore sportivo Giorgio Perinetti ha parlato dei temi del giorno a TMW Radio, durante Maracanà. Ecco le sue parole:
Come sta vivendo la situazione Covid a Brescia?
"Abbiamo visto di peggio in Primavera. CI ha risparmiato rispetto a tante altre persone. E' un'esperienza di cui dobbiamo far tesoro. Non possiamo far vincere il male, arrenderci. Dobbiamo trovare il modo di convivere con questo problema e poi batterlo. Mancini ha usato parole condivisibili, lo sport fa parte della nostra vita e non si può uccidere. Non è un passatempo per viziati il calcio, è un concetto davvero fuori luogo".
Guardando indietro, quale l'esperienza a cui ripensa spesso?
"Tutte, perché sono state tutte importanti, anche quelle negative. Quando vinco, vinco, quando perdo, imparo. Sono entrato giovanissimo in questo mondo, è stata una fortuna che capita a pochi. E' stato il destino ma sono anche stato sul pezzo. La Roma mi ha dato la possibilità di cominciare, mi ha fatto crescere tanto. Viola e Sensi erano tifosi della Roma, personaggi straordinari di un calcio che non c'è più".
I suoi inizi come sono stati?
"Ci fu una partita in cui la Roma Esordienti perse contro la mia squadretta di quartiere. Da lì si accorsero che esistevo e mi portarono in società. Ero un ragazzo universitario che venivo da un diploma di liceo classico. E da lì ho scoperto la mia passione per il calcio e ho continuato. Ho girato tanto, ho speso una vita per il calcio".
Tanti i suoi colpi:
"Da Falcao a Cerezo, poi Cafu, Aldair e Zago. A Napoli Alemao e Careca, oltre a Maradona e Dybala. Era giovanissimo Paulo quando è arrivato".
Quanto può crescere ancora ?
"Ha grande personalità in campo, fuori è un ragazzo normale. E' tutto casa e campo, non fa mai parlare di sè fuori, quindi è un pregio".
E Gasperini?
"L'ho avuto nella Primavera della Juventus, mi stupì il suo modo di fare, per la qualità di tattico. Ha un carattere molto particolare ma è molto bravo. Litigai con Bettega perché avevo paura che ce lo portassero via. Poi gli fece un triennale. L'ho avuto a Palermo in due momenti, ma è un allenatore di un grandissimo spessore":
Lo vedrebbe alla Juve?
"Quelli bravi possono stare dappertutto, all'Atalanta si è compiuto il suo modo di fare calcio. Ha una società che lo soddisfa, prendendogli giocatori funzionali. Ha trovato una formula per alimentare i suoi sogni di grandezza. Ha un settore giovanile fortissimo, vende a grandi pezzi e ne trova altrettanti di talento".
Ospiti: Giorgio Perinetti © registrazione di TMW Radio
