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L’ex direttore generale del Genoa, Giorgio Perinetti, ai microfoni di “Stadio Aperto” su TMW Radio commenta l’esonero di Maran, la situazione societaria del Milan e la gestione dell’emergenza del Coronavirus.
Il Cagliari ha da poco esonerato Maran, cosa ne pensi di questa scelta?
“Maran è un professionista esemplare, questa estate si prospettava un campionato con grande ambizione. La stagione del Cagliari è stata costellata anche dagli infortuni come quello di Pavoletti e Ceppitelli. I sardi hanno fatto bene come squadra però Maran ha pagato una fase difensiva non perfetta”.
Cambiando così tante volte il quadro dirigenziale, il Milan potrà tornare ad essere la squadra di una volta?
“Dal dopo Berlusconi c’è stata molta confusione e questa discontinuità dirigenziale non può permettere al Milan di risollevarsi. Il Milan è di proprietà del fondo Elliott che si è trovato la società in mancanza di acquirenti. Elliott ha messo Gazidis che con la sua esperienza sta cercando di valorizzare la società attraverso l’acquisto di giocatori di prospettiva. Il fondo deve rilanciare la società con lo scopo di rivenderla ed evidentemente gli obiettivi sono diversi dal modo di vedere dell’altra parte della società”.
Cosa ne pensa della gestione dell’emergenza Coronavirus in Serie A?
“Questo virus è un qualcosa di sconosciuto e le decisioni magari non sembrano sempre corrette. Noi parliamo di calcio però la salvaguardia della salute pubblica è sempre la priorità. C’è però da affrontare la situazione tecnica dei calendari. Non so dire chi ha sbagliato e chi no e se qualcuno ha avuto o meno un vantaggio da questa situazione. Questi giorni saranno fondamentali per trovare una soluzione a tutti i problemi derivanti dall’emergenza Coronavirus. Il calcio deve reagire da sistema in modo da arrivare a disputare al meglio il finale di stagione. Dispiace che nella stagione più bella degli ultimi anni ci sia questa problematica”.
Un commissioner al posto della Lega Serie A avrebbe senso in Italia?
“Credo che i presidenti debbano sempre avere diritto di parola nelle decisioni. In Italia c’è bisogno di unità d’intenti. Siamo stati la nazione calcistica che ha fatto sempre scuola agli altri campionati e bisogna reagire bene per far fronte a questa situazione”.
Quale sarebbe la soluzione migliore per Juventus-Inter?
“Ci sono diverse proposte, però la più plausibile a mio avviso sarebbe quella di far slittare una settimana la fine del campionato”.
Tu hai convinto Filippo Inzaghi a ripartire dalle serie minori dopo l’esperienza al Milan, che tipo di allenatore è?
“Pippo è un professionista esemplare, sta sempre sul pezzo e ci mette tutto se stesso in quello che fa. Ha un’eccezionale capacità di trasmettere la sua passione ai ragazzi. Nella sua esperienza in Serie A ha guidato il Milan dove era difficile fare bene e anche gli altri allenatori li hanno avuti. Al Bologna non aveva il materiale che ora ha Mihajlović ed ha avuto anche un po' di sfortuna. Lui e il fratello sono due persone con grande passione per il proprio lavoro”.
