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Patrizio Fimiani, quella finale che poteva cambiargli la vita e la sua carriera tra Serie C e D
19 feb 2021 16:35Calcio
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Una carriera condizionata da una finale. Precisamente quella di Coppa Italia della stagione '92/'93. Patrizio Fimiani si ritrovò a giocarla quasi per caso. 180 minuti che hanno lasciato il segno.

Viterbese, nato il 3 gennaio 1973, Fimiani entrò a far parte fin da ragazzino del settore giovanile della Roma e tutti gli allenatori ne parlavano assai bene: altro 1 metro e 80, attento fra i pali, sicuro nelle uscite, bravo a guidare la difesa. Nella stagione 1992-93 fu l’allora tecnico romanista Vujadin Boskov a volerlo in prima squadra. Era il terzo portiere alle spalle di Giovanni Cervone e di Giuseppe Zinetti. Per lui tre presenze, poi l'occasione della vita: la doppia finale di Coppa Italia. Infatti dopo aver eliminato il Milan dei record di Fabio Capello, sia Cervone che Zinetti furono squalificati e toccò così a Patrizio Fimiani difendere la porta giallorossa nella doppia sfida contro il Torino. 3-0 al Delle Alpi per i granata, al ritorno la Roma prova l'impresa ma il 5-2 dell'Olimpico consegna la coppa alla squadra di Mondonico.

Da quel momento per il portiere comincia un viaggio tra la Serie C1, Serie C2 e in Serie D, dove vince tra l'altro quest'ultimo torneo col Paternò dei record di Pasquale Marino. Per la rubrica "Storie di calcio", ecco la parabola calcistica di Patrizio Fimiani.

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