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A Maracanà, trasmissione di TMW Radio, il giornalista Darwin Pastorin ha parlato del calcio brasiliano.
Partiamo dal 1982, quando lei era inviato in pagna per il Mondiale:
"Ero un giovane inviato per Tuttosport in Spagna a seguire il Brasile. Erano grandi campioni, è passata alla storia come la Nazionale degli sconfitti. Pensarli senza una Coppa del Mondo è qualcosa di assurdo. Ma grazie a quei brasiliani, l'Italia divenne il Paese più ambito dal punto di vista calcistico".
Come si spiega questa predilezione per i brasiliani?
"C'è affinità tra i due Paesi, affinità storiche. Tanti giocatori hanno vestito la maglia azzurra, vedi Altafini e Sormani. Tantissimi brasiliani giocano ancora oggi nel nostro campionato e sono degli idoli".
Un ricordo di Zico:
"Sui calci di punizione, in quel periodo, tutti si alzavano in piedi. Era una sentenza".
Un ricordo di Falcao:
"Era un giocatore simbolo della Roma, adorato da tutti. Ha saputo farsi amare anche al di fuori della Roma, per la sua correttezza sul campo".
Un ricordo di Junior:
"Arrivò nel 1984 al Torino dopo i tanti successi al Flamengo. Fu un acquisto superbo, diede fantasia ed estro al centrocampo granata. Aveva ottimo piedi, grande senso tattico. Era la fantasia al potere".
