Pancaro: "Con Donnarumma punto fermo il Milan può tornare come una volta"

14 apr 2021 19:20Calcio

L'ex difensore Giuseppe Pancaro, oggi allenatore, è intervenuto a Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini. L'intervista comincia dal gap europeo palesato dalle squadre italiane: "Si vede una qualità diversa, sono d'accordo sull'intensità e la velocità, ma la differenza sta nella qualità di gioco che gli altri esprimono e noi purtroppo no. Da un po' di anni ormai i numeri lo confermano... Siamo indietro. Ci hanno superato un po' tutte ma si ha la sensazione di non averne preso pienamente coscienza, visto che si fa poco per invertire la rotta. Continuando così tra un po' anche Belgio e Svizzera ci supereranno. Non è semplice ma ora serve guardare in faccia la realtà e fare qualcosa come sistema".

Si pensa che l'esempio da seguire, a parte il risultato, sia più il Bayern che il PSG. "Quando dico di iniziare a fare qualcosa significa programmare nuovamente, partendo dai settori giovanili e dagli stadi, ormai obsoleti. Sono d'accordo, è quello il sistema da seguire".

Lazio-Inzaghi: dove intervenire? "Credo che lui abbia fatto e stia facendo un percorso ottimo, non vedo il suo ciclo assolutamente finito, così come nemmeno la squadra mi sembra arrivata alla fine. Sono forti, hanno giocatori di grande qualità ai quali va aggiunto ogni anno qualche tassello importante. Questa della Lazio però è una storia bella, con Inzaghi in panchina da tantissimi anni e una continuità tecnica importante. Mi auguro continuino, anche perché i risultati fanno propendere verso questa decisione".

Quest'anno Tare ha sbagliato qualcosa di troppo sul mercato? "La realtà purtroppo è che quando non hai la forza economica delle grandi società contro cui competi, devi arrivare in altri modi, con idee ed intuizioni. Non è però un lavoro che riesce sempre, e credo che alla Lazio sono più i colpi riusciti di quelli sbagliati".

Le conferme di Pioli e Maldini hanno rappresentato un'inversione di tendenza nel Milan? "Assolutamente, la scelta di Maldini è stata la più azzeccata: Paolo rappresenta la storia del Milan e sa cosa vuol dire indossare quella maglia e come trasmettere il senso di appartenenza. Ha fatto pratica e oggi si stanno raccogliendo i risultati: felice per Paolo, se lo merita e il calcio italiano ha bisogno di persone come lui".

Un bilancio sul primo anno di Pirlo alla Juventus? "La Juve, affidandosi a Pirlo, sapeva di aver a che fare sì con un grandissimo giocatore, ma anche con un allenatore alla prima esperienza, cui serviva tempo per poter commettere degli errori. Se l'hanno scelto significa che ci hanno intravisto potenzialità, e non solo a breve tempo. Erano consapevoli delle difficoltà".

Come finirà tra Donnarumma e il Milan? "Mi auguro che rimanga. In questo momento è tra i portieri più forti al mondo, e il Milan è ripartito con un progetto nuovo, fatto di giovani di qualità. Lui può essere punto fermo del futuro perché il Milan torni quello di una volta, e a vincere".

Dove sono le difficoltà del Cagliari? "Onestamente penso che sia quasi inspiegabile questa loro stagione. Per valore assoluto e qualità dei giocatori sicuramente non erano squadra da ritrovarsi oggi in quella posizione di classifica. Nel calcio però succedono annate come questa, in cui tutte le cose vanno male. Vero, magari non sono giocatori abituati a situazioni del genere ma io preferisco sempre avere gente di qualità, quando devo giocarmi partite così importanti. Il Cagliari è una squadra molto forte e non dovrebbe stare lì. Io ci ho trascorso 5 anni, sono legato alla piazza e spero riescano a salvarsi".

Per la Fiorentina, invece? "Non è stata un'annata positiva. Per valori, qualità ed organico non si aspettavano un campionato del genere, ma il calcio è così, e la qualità devi riuscire a confermarla quotidianamente sul campo".

Due parole sulla Ternana. "Al netto della loro forza, perché hanno giocatori che con la Serie C hanno poco a che fare per primo Falletti, hanno però fatto un cammino straordinario. Sono stati bravi, da anni ormai questo gruppo provava a risalire e vincere. Ci sono riusciti meritatamente: faccio loro i complimenti".

Sta per tornare in panchina? "Si stanno muovendo diverse cose, ma non quello che stavo aspettando. Mi manca il campo ma non ho fretta di ripartire: aspetto l'occasione giusta".


Giuseppe Pancaro ai microfoni di Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini © registrazione di TMW Radio

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