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Orsi: "Lazio, con i big puoi battere la Juve. Il Napoli può vincere lo Scudetto"
06 nov 2020 19:32Calcio
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Il commentatore televisivo, ex portiere ed allenatore Fernando Orsi è intervenuto in diretta ai microfoni di TMW Radio, nel corso della trasmissione Stadio Aperto con Niccolò Ceccarini: "Ieri il Milan non ha fatto il Milan, ma il Lille ha fatto tutto perfettamente, con giovani che sono anche prospetti interessanti. Il Milan però non c'era, l'ingenuità di Romagnoli sul rigore, dubbio, è stata evidente. Sono un po' tornati sulla terra, ma cataloghiamo tutto come una sconfitta di percorso, che ci può stare".

Che ripercussioni psicologiche potrebbero avere? Il Verona dirà la loro tenuta mentale? "Se devono fare un campionato di vertice, è possibile incappare in qualche sconfitta. Il Lille sta andando bene anche in campionato, è secondo dietro al PSG. Il 3-0 fa male, però... Ora arriva il Verona, squadra cambiata negli uomini e sempre aggressiva: sarà una prova del nove, e io sono convinto si possano riprendere. Servono i migliori Romagnoli, Ibrahimovic e Calhanoglu...".

Il Milan quanto è Ibra-dipendente? "Tanto. Ma d'altronde chi ha i fuoriclasse è giusto che li sfrutti o questi non ci sarebbero. La squadra si appoggia su Ibra ma ha altri giocatori che possono comunque fare la differenza".

Lazio-Juventus: come arrivano le due squadre? "Partita difficile, la Lazio è in emergenza, e dovrà guardare ai tamponi e chi potrà schierare. La Juventus è più battibile di altri anni, ma solamente se hai i titolari".

Inzaghi quanti meriti ha? "Sta crescendo tanto e dando un'identità alla Lazio, ha la squadra dalla sua parte e valorizza giocatori che, appena acquistati, sembrano di secondo piano. Da qui a pochi anni ha una carriera ben delineata".

Di Muriqi che dice? "L'hanno preso perché con Fares e Lazzari arrivano tanti palloni in movimento: lui è uno stoccatore ma ha altre qualità, deve adattarsi al campionato italiano. Con lo Zenit l'ho visto bene: gioca ancora molto spalle alla porta, ma è tipo Caicedo. Nessuno ci credeva all'inizio, ora è determinante".

L'obiettivo della Lazio è la Champions, in ogni senso? "Il superamento del turno deve esserlo, perché c'è la possibilità. In campionato devono confermare il quarto posto delle ultime stagioni".

Pirlo utilizza un modulo, il 4-4-2, che è una grande certezza. "Pirlo è un allenatore cui serve dare tempo: è all'Università del calcio, perché allena la Juventus, e non ha neanche il tempo di sbagliare. Secondo me deve averne, anche se meno possibile perché alla Juve interessa il risultato, ma per me potrà mettere le sue qualità a servizio. Sa di calcio come pochi, e deve dare la sicurezza ai suoi giocatori. La Juve poi ora ha Ronaldo, e con lui ha sempre vinto".

Lei è sorpreso dall'apporto di Morata? "Penso sia cresciuto professionalmente e caratterialmente da quando era alla Juventus la prima volta. Lo hanno preso per un'esigenza sotto gli occhi di tutti: la scelta è ricaduto su uno che se tieni fuori a volte, non dice niente. Invece in questo momento è diventato indispensabile, e mette in discussione i vari Dybala e Chiesa. Pirlo si ritrova a dover fare delle scelte... Belle, eh, perché ogni allenatore le vorrebbe avere, ma davanti ora ha comunque uno su cui contare, Morata, che ha acquisito la mentalità da grande giocatore".

Dov'è più vulnerabile oggi la Juventus? "Nella fase difensiva".

Hanno tenuto troppi pochi centrali in rosa? "Gli manca De Ligt, e poi hanno Chiellini che si è fatto male e ancora non si è rimesso al meglio. Non vedo errori di valutazione, forse potevano avere un'attenzione diversa a sinistra: con Alex Sandro infortunato e il solo Frabotta, Pirlo deve inventarsi altre soluzioni. Comunque, tornando alla domanda, la fase difensiva è meno efficace ma anche perché c'è meno copertura dal centrocampo".

Manca la legna... "Deve trovare un assetto base, trovare quelli su cui andare avanti. Se ne cambi sempre due o tre, è difficile trovare certezze".

Che succede all'Inter? "Che i problemi in difesa esistono. Se giochi con De Vrij, Kolarov e D'Ambrosio... Non è il problema di difesa a tre ma di difensori: la difesa sarebbe con Skriniar, De Vrij e Bastoni. Quando ne hai due adattati gli altri lo sanno e ti attaccano. Lì qualche valutazione è stata sbagliata. La Lukaku-dipendenza è ovvia, ma a parte gli infortuni di Sanchez, che si sanno, il fatto che Lautaro non sia in grandissima forma condiziona. Su Eriksen, poi, deve decidersi Conte...".

Una risposta sembra esserci, sia per lui che per Nainggolan. Sono ai titoli di coda? "Nainggolan quando è arrivato Conte è andato a Cagliari, quest'anno è rimasto perché non è riuscito a tornarci...".

Eriksen invece rimane un mistero. "Secondo me in mezzo a Conte non piace quello di troppa qualità, gli scombina i tempi. L'Inter poi ha due anarchici là davanti, che vogliono la palla sul piede, ed Eriksen in questo contesto è un po' fuori, visto che si trova in una squadra molto aggressiva e muscolare".

Conte cerca un vice-Lukaku? "Bisogna vedere se passano il turno di Champions. Lì possono cambiare le cose, altrimenti possono arrivare anche così in fondo al campionato".

La perfezione dell'Atalanta comincia a scricchiolare? "I cicli durano due-tre anni, poi gli altri allenatori cominciano a capirti. Loro vogliono fare sempre un gol più degli altri, ma non sempre ci riesce. La Sampdoria, per esempio, li ha aspettati con due linee schierate e in contropiede gli ha fatto tre gol. Gli acquisti, poi, devono ancora incidere: chi deve sostituire Hateboer e Gosens sono Mojica e Depaoli, due totalmente diversi. Quando entrano, cambia totalmente tutto. Gasperini ha detto che serve cambiare qualcosa, e secondo me succederà".

Che stagione è questa del Napoli? Può inserirsi nella lotta Scudetto "Assolutamente sì, se decidono di puntare sul campionato possono arrivare in fondo".

Bakayoko che innesto è? "Ottimo, serviva uno fisico e di concetto, e Bakayoko è quello. Oltre alla squadra, sta crescendo anche Gattuso, e quest'anno dico che ce n'è per tutti".

Che dire sulla Fiorentina? "La Fiorentina ha un ambiente che riesce a trasportarti, e sarebbe ora che facessero una squadra forte per il salto di qualità. Sono due-tre anni che cercano una punta, e hanno preso Kouame. Se spendi 20 milioni per Milik e lo metti là davanti, non fai meglio? Ma più che nelle ultime ore di mercato, avrebbero dovuto pensarci nelle prime".

Milik a gennaio risolverebbe i problemi? "Sì, una punta serve come il pane, perché la squadra è buona: la difesa è giusta, e il centrocampo è forte. Ma se non hai uno che ti fa gol, è difficile... Anche l'allenatore deve metterci più del suo però".

TMW Radio Regia
Fernando Orsi ai microfoni di Niccolò Ceccarini
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