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Orlando: "Pioli ha più meriti ma Ibra valore aggiunto. Per lo Scudetto però Juve-Inter"
05 nov 2020 19:25Calcio
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

L'ex difensore Alessandro Orlando ha parlato così a Stadio Aperto, intervenendo in diretta nel corso della trasmissione di TMW Radio condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini. La sua analisi comincia dal Milan: "Tra Ibra e Pioli per me ha più meriti quest'ultimo, assolutamente. La squadra gioca un buon calcio, ma ritengo che l'organizzazione di gioco metta in condizione i campioni di fare la differenza. Merito a Ibrahimovic di essersi fatto trovare pronto, ma anche a Pioli e la squadra che creano la situazione per fargli fare la differenza".

Con lo svedese semmai è tornata l'autostima. "Assolutamente. Quando l'hanno preso era anche per mettere un vincente, uno di carattere, accanto a tanti ragazzi bravi ma ancora poco conosciuti, e che avevano bisogno di un simbolo fuori e dentro al campo. Non lo conosco personalmente, ma mi ha sempre impressionato per quello che si dice. Ne sento sempre parlare bene come uomo-squadra, ed è il valore aggiunto di questo Milan".

Quanto è forte Theo Hernandez? "Al momento è tra i primi cinque migliori terzini al mondo. Non gli manca niente, è completo e moderno, sa fare entrambe le fasi, sa fare gol e assist...".

Quali possono essere le ambizioni dei rossoneri? Può sognare lo Scudetto? "Credo che sia ancora presto per parlare di Scudetto al Milan, vedo Inter e Juventus come candidate principali. Poi bisogna vedere se sulle ali dell'entusiasmo riescono ad arrivare a fine stagione, ma non dimentichiamoci che hanno una squadra molto giovane tranne qualcuno. Ci sono margini di miglioramento, e questo la società lo sa benissimo. Hanno trovato l'equilibrio giusto tra giovani e pochi vecchietti di sostanza. A me piace tantissimo anche Romagnoli: è il capitano, è silenzioso ma dà una grande sicurezza dietro a chiunque gli giochi vicino. Anche lo stesso Kjaer sembrava sparito...".

Come lo vede Conte? "Ho avuto la fortuna di essere suo compagno di squadra per un anno, e secondo me il vero Conte è quello dell'anno scorso. Oggi lo vedo un po' in difficoltà, fa fatica a trasmettere realmente il suo DNA. Un Conte un po' soft... Non è lui, insomma, è un'altra persona. Non so cosa ci sia sotto e non voglio neanche saperlo, ma lo vedo defilato. Non dico rassegnato, ma sicuramente non riesce a stimolare e trovare gli spunti giusti per far fare all'Inter il salto di qualità".

Un'Inter troppo Lukaku-dipendente? "Che Lukaku possa essere l'Ibrahimovic dell'Inter è un dato di fatto, è un trascinatore. Ma c'è un abisso se si guarda all'esperienza dei giocatori che ha in squadra l'Inter. Finché Conte riesce a far sviluppare a memoria e in velocità il suo gioco sono quasi inarrestabili, e Lukaku-Lautaro fanno la differenza. In questo momento però faticano nelle trame, anche in coppa li ho visti impacciati e senza alternative. Questa è un po' la pecca dell'Inter: è troppo fossilizzata su un unico modulo".

Come sta andando Pirlo secondo lei? "Non mi sta dispiacendo. In Italia, specie alla Juventus, non c'è possibilità di avere tanto tempo, bisogna ottenere i risultati presto. Ma non mi dispiace come sta lavorando... Se devo dare un voto arrivo anche a 7: al di là dei risultati, mi piace l'entusiasmo con cui i giocatori affrontano le partite. C'è spirito di sacrificio, cosa che con Sarri forse era stata un po' persa dopo Conte e Allegri. Stanno ritrovando un po' tutto questo, e se hanno scelto Pirlo è anche per dargli più tempo". Qual è il vero problema della Fiorentina? "Forse Iachini si è trovato a gestire una situazione un po' troppo complicata. Lui conosce bene l'ambiente ma a mettere insieme i pezzi dopo tutti quei cambiamenti un po' ci vuole. Stanno facendo fatica, e a Firenze sono abituati a vedere belle partite: con le dovute proporzioni, è come la Juve, e serve tempo. Non credo lo avrà, Iachini sta faticando e si è trovato una gatta da pelare forse troppo grande".

Che aggiungere su mister Ranieri? "Mi ricorda a grandi linee il buon Boskov alla Sampdoria anni fa. Un allenatore-papà, una sorta di confidente, anche se i tempi sono cambiati... Mi sembra l'allenatore ideale per riuscire a far rendere bene i giocatori, a farli stare bene nello spogliatoio e dare l'entusiasmo giusto per rendere al meglio".

TMW Radio Regia
Alessandro Orlando intervistato da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini © registrazione di TMW Radio