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Marco Nappi, allenatore, ospite di TMW Radio durante 'Stadio Aperto':
Come è nata la tua esperienza in Cina?
"È nata con la delusione che ho avuto nell'anno di Livorno, quando non sono stato riconfermato. Sono stato mandato in Serie D, così ho deciso di contattare un'associazione con due ragazzi cinesi per andare al college lì in Oriente. Il mio curriculum addirituttura era troppo elevato per quella struttura, ma ho detto di non avere problemi. Appena arrivato ho avuto un momento di sconforto, poi ho dormito e il giorno dopo ho cominciato l'avventura. Poi quando sei in un campo di calcio è sempre la stessa cosa, il posto cambia poco. Adesso ho tutto lo staff cinese, ma ho un mio traduttore, un ragazzo che parla anche italiano".
Ora tornerai in Cina e il Coronavirus?
"L'accademia era chiusa fino al 17 gennaio per il capodanno cinese, una festa locale. Dovevo partire l'8 perché allenavo una delle squadre più grandi. Ci hanno detto di aspettare. Ogni giorno gli comunichiamo dove siamo e le nostri condizioni. Per me questo allarmismo è esagerato, nella città dove siamo noi su 11 milioni di abitanti c'è stato solo un caso. Noi in Italia ci sguazziamo, così lavorano e parlano tutti".
Il calcio cinese ha fatto tanti investimenti, perché la nazionale non riesce a emergere?
"Perché per me deve passare ancora questa generazione. Hanno iniziato a giocare molto tardi a calcio e tatticamente sono molto disordinati. Sono un disastro, c'è da lavorare tantissimo. Ma sono grandi lavoratori, instancabil. Dalle 6 di mattina alle 6 e 50 dobbiamo fare solo tecnica, su ordine di Pechino. Cinquanta minuti di tecnica, sono tanti. Poi i ragazzi vanno a scuola e ci sono altre sedute durante la giornata. A noi ci fanno scrivere sempre, ci fanno fare report giornalieri e settimanali da mandare a Pechino. Abbiamo strutture incredibili".
Torni in Italia e trovi in Genoa in zona retrocessione...
"Vedo poco da lì. L'anno scorso è andata bene all'ultima giornata, ma se poi si continua a fare gli stessi errori, anche societari, la situazione cambia poco. La gestione non aiuta. Secondo me ora è arrivato l'allenatore giusto, Davide Nicola, che ha il Genoa dentro. Abbiamo giocato anche insieme. Lui potrà far capire molte cose agli stranieri, che se retrocedono cambiano squadra. E chi ci rimette? I tifosi. Ora serve qualche vittoria per uscire da quelle zone, ma sono sicuro che Davide potrà riuscirci".
I giocatori che dall'Europa vanno in Cina?
"Vanno solo per il conto in banca, è scontato. Girano delle cifre che sono incredibili. Pellé sta facendo bene, ma guadagna 18-19 milioni all'anno. Lì fai una scelta di portafoglio, ma così sembra che non hai più passione al contrario per esempio di me, che sto lavorando qui per una cifra bassa".
