Martorelli: "Milan incompiuto in difesa. Stadi ancora chiusi una cosa ridicola"

16 set 2020 19:31Calcio

Il procuratore Giocondo Martorelli si è collegato in diretta con TMW Radio, intervenendo nel corso di Stadio Aperto, trasmissione condotta da Niccolò Ceccarini e Francesco Benvenuti. L'intervista comincia da un ricordo dell'ex medico azzurro Fino Fini, ideatore del Museo del Calcio di Coverciano, venuto a mancare nella notte: "Ho frequentato a lungo Coverciano e lui era sempre disponibile ad accoglierti con grande umanità, prodigo di consigli nelle sue chiacchierate. Mi unisco alle condoglianze verso la sua famiglia e i suoi cari. Non l'ho visto mai arrabbiarsi o in una situazione di nervosismo, sempre attento alle cose che si potevano migliorare per Coverciano".

Che stagione di Serie A si aspetta? "All'insegna dell'incertezza: non siamo mai un paese pronto a fare qualcosa di importante per primi. La Germania partirà con gli stadi al 20% di capienza, noi invece non cogliamo mai certe occasioni, siamo sempre nelle condizioni di andare in controtendenza. In alcuni teatri si può andare, le discoteche sono state aperte: non far entrare nessuno in stadi così grandi è veramente ridicolo. Non si riesce mai a trovare una soluzione adeguata, affossiamo le cose senza darci la possibilità di migliorarci. Non si capisce che il momento è critico, tantissime società sono in difficoltà. Passi in Serie A con i diritti tv, ma per la B o la C anche solo avere 1000 spettatori fa la differenza. Ma chi ci governa è al di fuori da un sistema che potrebbe portare cose positive: non dico che dobbiamo rassegnarci ma io, avendo un'età non più giovane, lo sono".

Però in generale non si compra senza prima vendere. "Tutti hanno rose molto ampie: dovrebbero sfoltire ma è solo un cane che si morde la coda. Ognuno vuole dare via giocatori per prenderne altri, ma è tutto il sistema a basarsi su questa politica, e tanti rimangono prigionieri dei propri giocatori. Pensiamo all'Inter che prende Vidal a costo zero per sostituire Nainggolan, e non per affiancarlo. Questo perché il belga prende cifre importanti, così come lo stesso Perisic: costi enormi per una società verso giocatori che Conte non ritiene di dover utilizzare. Ma anche la Juventus che ha regalato Higuain a zero, con addirittura l'incentivo all'esodo... Il problema è molto serio e sentito, chi aveva probabilità di andare via a cifre importanti oggi secondo me non ha offerte neanche della metà di quanto avrebbero potuto ottenere l'anno scorso. Il Napoli undici mesi fa ha rifiutato 60 milioni per Allan, e oggi lo vende a 25".

Questo discorso vale anche per Koulibaly e Chiesa, quindi... "Non metto la mano sul fuoco che per molti calciatori, escludendo un attimo Koulibaly che è stato individuato dal Manchester City, ci sia una società in Italia pronta a mettere sul piatto 45-50 milioni se prima non vende. Questo vale per Chiesa e tutti gli altri: magari la Juve potrebbe provare a dare via Bernardeschi, ma è prigioniera del sistema. Lo stesso Barcellona dà via i giocatori per liberarsi degli ingaggi, è una cosa che riguarda tutta Europa".

Dzeko-Juve e Milik-Roma: che ne pensa? "C'è un guadagno tecnico ed uno economico. Sono volontà: la Juve e Pirlo hanno manifestato di voler portare a casa Dzeko, ritenendolo il più adatto al gioco e alle qualità di Dybala e Ronaldo. Non è giovane, ma hanno messo in conto che per un anno o due possa servire, contando che poi la Juventus dovrà pensare pure al dopo-Ronaldo. Non so le cifre esatte per Milik, ma credo che alla fine il Napoli faccia un grosso affare contando che tra pochi mesi il calciatore costerebbe zero. Il discorso tecnico poi diventa fondamentale per la Roma: Milik ha 26 anni, è nel pieno della sua maturità e può far bene. Non è un investimento tale da pregiudicare l'economia della società, logicamente e tecnicamente le operazioni stanno in piedi".

La Fiorentina è così legata a Chiesa per un nuovo attaccante? "Sicuramente sì. Dovesse partire Chiesa, la Fiorentina correrà ai ripari per trovare un attaccante di spessore: non che i Kouame, Cutrone o Vlahovic non lo siano. Sono di valore, ma secondo me Iachini oggi vorrebbe una punta che gli garantisca più gol".

Che sia Piatek? "Sì, obiettivamente. Vero che non ha fatto benissimo, ma ancora ha 26 anni e in più conosce il nostro calcio. Ti da maggiori garanzie, sulla carta può offrirti qualcosa in più rispetto agli altri. Capisco che l'allenatore vada cercando certezze, anche perché fatico a trovare altre squadre che partano con gli attaccanti titolari tra i 20 e i 22 anni. Forse solo la Fiorentina... Di giovani interessanti ne hanno tanti, e per me sono riusciti ad unire gente d'esperienza con questi ragazzi: mi sembra abbiano più alternative, così da poter sopperire ad infortuni e squalifiche ed avere una rosa molto più ampia".

Che squadra sta costruendo il Milan, da Champions? "Che abbiano fatto operazioni interessanti è fuori da ogni dubbio, ma per me ancora sono incompiuti. Specie nel reparto difensivo, e per competere a certi livelli non è poco, considerando anche che l'Europa League toglierà energie. Un'altra mia valutazione poi va al post-Covid: quel periodo lo prenderei in maniera un po' più distaccata, senza farsi trascinare dall'entusiasmo. Auguro che possano continuare su quel livello, ma alcune cose le prenderei con le pinze. Si ricomincia da 0-0, praticamente. Sicuramente hanno preso giocatori forti e ne hanno altri di valore, ma in difesa mi sembra latitino. E in più c'è la grana Donnarumma, che non è da poco: arrivare a 10 mesi dalla scadenza lascia un punto nero da valutare quando capiremo se sarà prolungamento o addio definitivo".


Giocondo Martorelli intervistato da Niccolò Ceccarini © registrazione di TMW Radio

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