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Malagò, quale la prima priorità in FIGC? Il parere degli opinionisti di TMW Radio
23 giu 2026 17:00Calcio
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© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Giovanni Malagò è stato eletto presidente della FIGC e ora comincia il suo lavoro. Ma quale deve essere la prima mossa da portare avanti? Ecco il parere degli ospiti della radio di Tuttomercatoweb.com.

Stefano Impallomeni: "Non deve farsi suggestionare da stampa e altro. Non deve farsi condizionare da nulla, formare la sua squadra senza pressioni. Siamo con le ruote sgonfie, il campo ci dice che il calcio è cambiato e siamo più lenti degli altri".

Fabio Ravezzani: "Ho visto l'intervista di Gravina, che ha parlato di veti incrociati e riforme mancate. Vuol dire che il nuovo presidente dovrà trovare accordi politici per riformare la gestione. La fortuna poi è determinante e malagò è uno bravo e fortunato. Speriamo in questo. Gravina ha fallito sulla scelta del ct e della dirigenza. Ha sbagliato su Spalletti, su Gattuso, sull'errore di affidarsi a Buffon. Malagò spero riporti qualità e competenza ai vertici della nazionale".

Antonello Valentini: "Malagò dovrà portare su un terreno di condivisione tutte le componenti, dato che le nostre categorie sono in realtà un vasto insieme di vasi comunicanti. Certo, la fortuna occorrerà, ma io penso che la buona sorte premi chi se lo merita. Sulla Nazionale invece bisognerà agire su due rami distinti: uno di politica sportiva, dato che con il governo i rapporti non sono buoni, e un ramo strettamente tecnico. Per quest'ultimo servirebbe una sorta di direttore tecnico, magari un ex calciatore o un ex allenatore. Come dt sarei contentissimo se arrivasse Paolo Maldini, ma conoscendolo non so se accetterà. Infine sul ct ritengo che si possa puntare su un allenatore italiano, dato che di valori in questo senso ne abbiamo eccome. Non so se sarà Mancini, ma ci tengo a precisare che lui ha capito di aver sbagliato e ha chiesto scusa. Non si può ricollegare la sua figura solo per come si è chiusa un'avventura che invece aveva portato in dote un Europeo e una striscia di trentasette risultati utili consecutivi. Spero che uno dei primi provvedimenti sia la scelta di rifondare la scuola allenatori di Coverciano, che è stata un fiore all'occhiello e da dieci anni non è più così. Si chiede meno tattica, ma chi deve dare queste linee guida se non la scuola allenatori?".

Franco Piantanida: "Gli chiediamo dignità. E' quello che serve al calcio italiano, perché tutti gli sport ora hanno una dignità mondiale, in tutti i sensi, non solo di risultati. E il calcio italiano ha perso tutto questo. E' ovvio che si passa dai risultati. Il compito di Malagò è ridare dignità al movimento calcio. E credo sia l'uomo giusto".

Franco Vanni: "Mi aspetto che chiarisca la questione ct. E' quello che tutti aspettano. Quella è la priorità, non perché sia la più urgente nel calcio italiano, ma perché viviamo il Mondiale e soffriamo per la mancata qualificazione. Poi ci saranno cose più urgenti, ma quella del ct è la priorità più imminente".

Federico Bertone: "Sta pensando alla Nazionale, ma credo che deve essere fatta la riforma dei campionati. Ma non mi sembra uno dei punti all'ordine del suo programma. Deve diminuire la Serie A, così come Serie B e C. Il calcio ha perso competitività anche per colpa dell'allargamento a più squadre".

Simone Braglia: "Dovrebbe individuare lo staff tecnico con cui impostare un programma con obiettivi precisi. E poi ridurre il numero di stranieri e dare più spazio agli italiani, per poter fare esperienze e avere linfa per la nostra Nazionale. E oggi vedo Maldini come dt, che può comporre la squadra tecnica giusta per ottenere gli obiettivi".

Michelangelo Rampulla: "Per me un dt serve oggi, uno di quel tipo, non un politico e che girà lì intorno per amicizia ma che sappia di calcio. E come Maldini oggi non c'è nessuno, ma deve avere voglia di farlo. Ripartire da Maldini come dt sarebbe un ottimo punto d'inizio".

Daniele Petroselli