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Lucchesi: "Milan, dai via Calhanoglu se vuole troppo. Gattuso non è più Ringhio"
13 nov 2020 18:40Calcio
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© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Il dirigente sportivo Fabrizio Lucchesi si è collegato in diretta con Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini, iniziando dal cambio tecnico della Fiorentina: "L'esonero di Iachini era annunciato: dispiace, ma la stagione è iniziata in salita. Io ho sempre detto che non andava confermato l'allenatore per criticarlo già dal giorno dopo... L'arrivo di Prandelli ha tutti i pregi del mondo, è un fiorentino adottato e come tale non capisco perché gli abbiano fatto un contratto di soli 6 mesi. Così significa non dargli forza, fermo restando lo spessore dell'uomo: la Fiorentina deve programmare, ma come fa se non sa chi è l'allenatore? La scelta è ottima senza dubbio, ma un po' monca... Preso Prandelli dopo un giorno sulla stampa si parlava già di chi sarebbe stato l'allenatore del futuro, e questo Prandelli non lo merita".

Piatek sarebbe un upgrade? "Diamo il tempo a Prandelli di darci indicazioni: sicuramente il modulo cambierà. La Fiorentina in questo momento ha persino un'abbondanza in certi ruoli, al di là delle qualità. Vediamo come va in queste prime settimane, anche perché non è che Commisso possa spendere sempre 15 milioni per un giocatore. La Fiorentina oggi ha una panchina da 50 milioni, eh... Questo comunque è un tema tecnico-tattico sul quale l'allenatore è fondamentale".

Il contratto di Prandelli rischia di diventare un alibi per la squadra? "Credo più che altro che gli tolga autorevolezza e carisma, proprio in un momento in cui servono certe scelte, dato che la Fiorentina è un cantiere. I giocatori così possono non farlo riconfermare, e questo contratto a scadenza gli toglie un po' di forza. Non lo chiami traghettatore, ma gli fai 6 mesi di contratto: a me pare una contraddizione, a meno che non ci siano accordi tra loro che non conosciamo. Lo stesso ragionamento era stato fatto con Iachini: per dargli forza gli fecero un contratto per due stagioni. Prandelli, che ha il physique du role, solo 6 mesi... Certo, ha le spalle larghe anche per questo".

Sarri allenerà la Fiorentina? "Per quanto riguarda lui è un sì, ma non so se la Fiorentina sia pronta. Per accettare Sarri vuole programmi certi, aiuti dal mercato e un ruolo simil-manager. In questo momento la Fiorentina fa la squadra e l'allenatore la allena, punto. In questo momento il modello non contempla un allenatore operativo sulle scelte, come invece vorrebbe essere Sarri".

Cosa farebbe con Calhanoglu ancora in sospeso? "5 milioni sono tanti, ma è il gioco delle parti. Magari con una proposta articolata, 3 più bonus, e lì se non ti viene dietro lascialo pure andare... Non voglio parlare di moralità o di etica, tanto il calcio è un fatto di mercato: se c'è chi gli offre quei soldi, vada a prenderli. Tanto un giocatore non lo convinci solamente con i soldi... Voler tenere qualcuno a tutti i costi ti va a danno della squadra, perché ognuno a quel punto vuole ridiscutere la sua posizione. Se Calhanoglu non volesse mettersi all'ascolto, può andare. Su Donnarumma mi aspetto un altro braccio di ferro forte ma credo che si arrivi al punto: poteva già andare via altre volte e non l'ha mai fatto. Sicuramente vorrà adeguarsi al meglio, è uno dei migliori del ruolo e credo che un accordo lo troveranno".

In molti sono sorpresi dall'impatto di questo Ibrahimovic. Straordinario lui o è la Serie A? "Tutte e due. Ibra non è un campione ma un fuoriclasse, qualcosa anche di più. Se però a 39 anni fai due gol a partita, c'è qualcosa che va rivisto nel livello medio, perché questo permette a Ibrahimovic, che a volte dà l'impressione di giocare nel senso letterale della parola, con sufficienza, e un po' troppo con semplicità. Il livello medio si è abbassato".

Che dire su Fonseca? "Sta facendo molto bene, eppure l'allenatore è stato confermato perché non c'era tempo per cercarne un altro. Era in discussione...".

Ma su quali basi? "Ha fatto bene, anche lui avrà commesso qualche errore ma nell'economia generale la croce di essere lui artefice di punti in meno non gliela voglio mettere addosso. Ha iniziato la stagione fra le critiche, lavorando in silenzio, e oggi la Roma sta facendo veramente molto bene. Sta andando oltre anche le aspettative della vigilia. Però se perde due partite ricomincia la rumba e rispunta l'ennesimo nome".

Gattuso finalmente sembra aver scisso il suo lavoro dalla grinta. "Quando lo dicevo sembrava dicessi chissà che... Il Napoli se non rinnova con Gattuso ha problemi a trovare un allenatore come lui, mentre lui in giro per l'Europa un posto lo trova. Vorrei tornare su Juventus-Napoli: in quel momento storico c'era il miglior Napoli visto fino a oggi, e quelle polemiche avevo paura incidessero. Per un paio di partite è successo, ma anche lì Gattuso è stato forte, ha ricompattato tutti e fatto da ombrello per la situazione".

A Bologna ha mandato Rui e Ghoulam in tribunna perché non si erano allenati bene... "Lui non hai il problema di stimolarlo o chiedergli risposte, semmai solo di reggerlo. A inizio carriera gli dissi che ne prendeva anche troppe di responsabilità, ma in realtà lui è così, ha energie. Anzi, più casino c'è meglio si trova. Il Ringhio, però, è riduttivo...".

Dove andrà Milik a gennaio? "Non saprei, ma è un ruolo ricercato e che manca a tanti. Fanno bene a gestire l'operazione in punta di forchetta, cercheranno di valorizzare al meglio la sua posizione. Oggi però è un po' prematuro dire dove andrà... Preferisco non azzardare".

Alla Roma, no? "Ci può stare...".

TMW Radio Regia
Fabrizio Lucchesi intervistato da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini
© registrazione di TMW Radio