Lo Monaco: "La Juventus paga anni di campagne acquisti deficitarie"

15 set 2021 19:10Calcio

Pietro Lo Monaco, ad del Messina, è intervenuto oggi a Stadio Aperto, trasmissione pomeridiana di TMW Radio, esponendosi su diverse tematiche, a cominciare dalla Juventus, vittoriosa sul campo del Malmö nella prima uscita in Champions League: “Aver vinto all’esordio è importante e fa morale. Il Malmö si è dimostrato ben poca cosa. Ma non mi sento di dire che la Juventus si sia ritrovata al cento per cento, perché è imbarazzante la mancanza di personalità totale che ha questa squadra. L’acquisto di Locatelli ha dato qualcosa a centrocampo, ma non ci sono giocatori che caratterizzano la squadra. Così continuando credo per la Juve possa trattarsi di un altro campionato difficile. Il momento difficoltoso della Juve è da ricercare nelle campagne acquisti deficitarie degli scorsi anni. Romero con De Ligt poteva significare sicuramente futuro, ma sono state sbagliate diverse operazioni. A parte qualche giocatore come Chiesa, che comunque può e deve dare molto di più, altri come Rabiot, McKennie sono anonimi, Bentancur è involuto: tutta gente che fa fatica a dimostrarsi da Juve”.

Cosa può fare Allegri per risollevare la Juve? “Dargli una fisionomia diversa, un atteggiamento più speculare come assetto di squadra che consenta di sopperire alla mancanza di personalità. Il problema resta l’organico”.

Sull’Atalanta reduce dal pareggio in casa del Villarreal “L’Atalanta dopo la battuta d’arresto contro la Fiorentina si è ritrovata, pareggiando su un campo tosto”.

Su Koopmeiners “È un giocatore che può dare tanto. Oltre alla cifra fisica e tecnica, ha senso del gioco e duttilità tattica”.

Su alcuni giocatori argentini "De La Cruz del River può essere preso a meno di 15 milioni. Burdisso conosce il calcio argentino. è un giocatore con tecnica, velocità, che attacca gli spazi. C'è un attaccante che sembra la fotocopia di Vlahovic ed ha anche la sua stessa età. I giocatori argentini hanno sempre bisogno di alcuni mesi per acclimatarsi, ma il loro modo di giocare è quello più simile al nostro. Quando alla Fiorentina c'era Montella, volevo portare un giocatore che potesse sostituire Pizarro nel giro di pochi mesi: oggi gioca nel Psg, Leandro Paredes. Ora Vlahovic va a mille, ma avere la forza di trovare un altro dopo un'eventuale partenza sarebbe il massimo".

Su Liverpool-Milan e Inter-Real Madrid “Il fascino di Inter-Real richiama gli anni ’60, quando il Real era favorito, ma l’Inter conquistò la Coppa dei Campioni. Ma vedo con grande curiosità questo nuovo Milan che sta marciando a passi spediti verso la giusta consacrazione”.

Su Pioli “Sta dimostrando di essere un signor allenatore. Non fa mai gesti plateali per accendere una parte di pubblico, ma deve andar fiero per quello che sa fare sul campo”.

Su Kessié “Mi suscita tanta rabbia perché credo sia uno dei motivi per cui il calcio si avvia verso momenti di grande buio. In questo momento i giocatori capiscono di potersi sostituire alle società. Kessié al Milan ha trovato la sua consacrazione, è un giocatore che incide in mezzo al campo. È al Milan, gli stanno facendo offerte importanti, andare a giocarci con le società, con questo modo di porsi selvaggiamente, credo non sia onesto e finisca per impoverire le società. Dovrebbe intervenire la FIFA per porre un freno a tutto questo. Ma a volte ad essere d’accordo con i procuratori sono proprio certi presidenti”.

Da dirigente, dovesse scegliere di fare un’operazione al Real Madrid, chi sceglierebbe tra Haaland e Mbappé? “Mbappé: Haaland è un continuo sussulto della terra con qualche picco, Mbappé è un terremoto continuo. In una squadra che nei novanta minuti ha momenti di appannamento, gli dai palla perché è un giocatore che destabilizza e spacca la partita”.

Su Mazzarri al Cagliari “Una buona scelta, un usato sicuro. Il Cagliari può contare anche sulle motivazioni di Mazzarri, essendo lui fermo da tanto tempo. È un allentare speculare, in grado di far esprimere da 7 una squadra da 5 e mezzo”.

Sull’esonero di Di Francesco “Quando cambi un allenatore è una legittimazione a una scelta sbagliata. La scelta di un allenatore va riponderata, ripensata. Un allenatore bisogna supportarlo nel tempo. In questo caso avranno intravisto delle involuzioni di gioco e avranno pensato che questo allenatore non fosse in grado di dare una svolta”.

Quale squadra l’ha impressionata in queste prime tre giornate? “Italiano può dare un’impronta importante alla Fiorentina. Credo che tutto si stia svolgendo secondo le premesse iniziali, tranne la Juve che non riesce a tenere il passo e il Napoli, che secondo me sarà una delle più serie candidate alla vittoria finale”.


Pietro Lo Monaco intervistato da Niccolò Ceccarini © registrazione di TMW Radio

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