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Il capitano della nazionale di Andorra, Ildefons Lima, parla ai microfoni di “Stadio Aperto” su TMW Radio per parlare dell’espansione del Coronavirus che ha contagiato anche i cittadini di Andorra.
Che situazioni sta vivendo Andorra?
“C’è una situazione simile all’Italia. Adesso siamo chiusi in casa e sono rimasti aperti solo supermercati e farmacie. Si cerca di passare il tempo guardando la TV, giocando con i bimbi e allenandosi a casa. Le giornate sembrano sempre le stesse qui in casa, il weekend scorso si è fermato il campionato e io a 40 anni non posso smettere di allenarmi se voglio continuare a giocare”.
Sei preoccupato da questa situazione?
“Andorra vive di turismo e il dilagare del virus potrebbe essere un vero e proprio problema per l’economia. Prima di questo è un pericolo per la salute, c’è ancora gente che sottovaluta il problema e da irresponsabili sono ancora in giro per le strade. Noi siamo 80.000 persone e per poche persone che non rispettano le indicazioni si invalida lo sforzo di tutti gli altri. Attualmente se non hai motivi validi non puoi uscire da Andorra, in Spagna e in Francia accolgono i nostri casi gravi però anche loro stanno avendo difficoltà, per questo è importante stare a casa per diminuire il numero dei contagi”.
Stai seguendo la situazione italiana?
“Io seguo con particolare attenzione l’Italia e purtroppo sto rivedendo la stessa situazione anche qui ad Andorra. L’Italia è stato il primo paese ad agire per arginare il virus, ora anche gli altri paesi europei affronteranno il problema con molta attenzione. L’immagine più impressionante che è arrivata qui è quella del Duomo di Milano completamente vuoto. In questo momento la mia gratitudine va al personale medico di tutte le nazioni che sono i veri eroi del presente”.
Cosa pensi delle federazioni che cercano di riprendere prima possibile le attività sportive?
“Il denaro muove tutto, vogliono fare il prima possibile per tornare a fare utili. Purtroppo è questa la ragione che li spinge però bisogna aspettare che tutto finisca e poi si può pensare a ricominciare a giocare”.
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