Le Mee: "Farò una serie sul mercato. Come protagonista vorrei Salvatore Esposito"

03 lug 2020 18:48Calcio

Yvan Le Mee, agente e responsabile dell'agenzia Sport Profile Consulting, è stato intervistato da TMW Radio, nel corso della trasmissione Stadio Aperto, condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini, iniziando da un suo progetto: "L'avevo in testa da 3-4 anni, perché oggi tutti guardano Netflix e serie tv, ma non ne esistono sul mondo del calcio. Ecco che arriva l'idea di fare una serie con le persone che fanno questo lavoro: giocatori, procuratori, presidenti, famiglie... Abbiamo allora cominciato a scrivere le storie assieme ad un autore tv, e proviamo a raccontare i trasferimenti dei calciatori e come funzionano, dai primi sondaggi fino alla firma dei contratti. Ci sono situazioni incredibili, si vive la passione e l'adrenalina di queste cose: quando racconto che sono a fare questo prodotto, la gente mi dice che non vede l'ora. Vorrei prendere Salvatore Esposito, attore fuoriclasse italiano che ha visibilità in tutto il mondo grazie a Gomorra, conosciuta in 130 paesi. Un attore fantastico, mi piace veramente e sono sicuramente che sarà un protagonista fantastico nel ruolo del procuratore, ha un occhio particolare per il calcio. Sono in contatto da tanti mesi con lui, è molto motivato ma dobbiamo trovare un minimo di spazio nel suo calendario fitto: se ci riusciamo, faremo questo progetto tra Francia, Italia, ma anche Inghilterra, Russia, Dubai... Possiamo farci dieci stagioni volendo, non c'è una fine. Il calcio piace a tutto il mondo, anche negli USA, Cina, Scandinavia... Quando si interrompe il lavoro sul mercato vero, quando la notte mi si raffredda il telefono, ecco che allora penso allo show tv. Ora dovremo firmare tutto, fare il casting, trovare uno showrunner e poi parlare con le grandi case di distribuzione".

La fiction riuscirà a superare la realtà? "La verità è che tante volte è impossibile dire la verità, perché si rischierebbe di non essere creduti. Faccio il procuratore da 20 anni, ho fatto trasferire Faubert al Real Madrid, un trasferimento incredibile che nessuno avrebbe immaginato. O Ferland Mendy, preso dal Real Madrid per 50 milioni nell'ultimo mercato, o l'incasinata firma di Lemina con la Juventus. Spesso il mercato è una sorpresa, ci sono operazioni normali e altre volte in cui ci si domanda perché certi giocatori vadano in certe realtà. Per esempio Esnaider dopo la Juventus andò all'Ajaccio: quando chiamai il presidente per dirglielo, pensava ad uno scherzo. Poi alla fine è andato all'Ajaccio, e non in vacanza. Queste sono le storie che piacciono alla gente, e alla fine mi è venuto in mente di fare una serie".

Mbappe finirà al Real Madrid? "Oggi è il giocatore numero uno. I top sono Ronaldo e Messi, e dopo questi due il fenomeno di oggi, assieme a Neymar, è Mbappe. Dove può andare un giocatore di questo livello? In una-due società, non certo in dieci. In Francia siamo in trattative, in questa settimana ho già chiuso tre trattative, tra cui Mavididi della Juventus U23. In questo momento però non ci sono ancora operazioni di alto livello, i prezzi sono bassi. Non vedremo cessioni da 300 milioni, perché mancano i soldi: in questo momento ci vuole pazienza, pensare al futuro e a fare le cose giuste. Magari una società che normalmente prende 6-7 giocatori ne prenderà un paio in meno. Mi dispiace perché avevo operazioni da fare in Italia, ma comincerà a settembre. Penso ad esempio a Baptiste Santamaria: stavo parlando con due-tre società italiane, ma ora stop. In Germania invece il campionato è finito, con loro ci si può parlare".

Lo voleva il Napoli? "Sì, a gennaio. Ma in quel momento l'Angers, visto che era seconda in classifica, non voleva cedere. A gennaio poi hanno preso Demme e Lobotka, e quindi non è più tempo di andare. Ci sono altre squadre italiane a cui piace, ma ancora devono capire dove si classificheranno. La Francia comunque è molto seguita, basta vedere il Milan che con Moncada è andato a prendere Kalulu: buonissima operazione. I prezzi in Francia sono giusti: Santamaria ha le caratteristiche di un Pulgar, di un Castrovilli, di un Mandragora ma certi profili costano 40 milioni, lui la metà, anzi 15. In Italia, penso a Chiesa, serve una fortuna per avere certi tipi di giocatori. Senza soldi, parlare di 40 milioni di euro, significa fermare tutto".

Quanto ha inciso la presenza di Ancelotti per portare Nkunkou all'Everton? C'era la Juventus? "La Juve è una società intelligente, già da settembre è sul giocatore e in autunno l'hanno visionato molte volte. Anche perché la posizione è quella del terzino sinistro, e già l'estate prima la Juventus voleva Ferland Mendy, anche se non voleva spendere i 50 milioni del Real Madrid, arrivando al massimo a 30. Quindi gli è venuta l'idea di Nkunkou: ancora non è al livello di Mendy, ma ci si può lavorare. Era in scadenza col Marsiglia che ha quattro terzini sinistri, di cui nessuno davvero buono. Era complicato trovargli spazio, e Ancelotti ha fatto da grande motivazione, oltre alla presenza di francesi sulle fasce come Digne e Sidibe. A sinistra hanno anche Baines, che però ha 35 anni e negli ultimi due ha giocato solo otto partite. Ecco che all'Everton abbiamo trovato lo spazio che mancava a Marsiglia: per loro è un grande affare, perché spendono solo 250mila euro. Anche la Juventus aveva in mente di prenderlo, però voleva prenderlo per fargli fare la Serie C con la U23 mentre all'Everton è in Premier. Se poi Ancelotti, che ha vinto tutto, ti chiama allora cambia tutto: a Marsiglia c'è un bravo allenatore come Villas-Boas, ma Ancelotti è Ancelotti".

Ci racconta della cessione di Mavididi dalla Juventus al Montpellier? "Intelligente, la Juve lo ha valorizzato. Hanno Mavididi per 1,5 milioni dall'Arsenal, quando se n'è andato Wenger, e l'hanno portato un anno in Italia. Ha fatto sei-sette gol, e quindi ho lavorato con loro per portare in Francia sia Mavididi che Matheus Pereira. Ha fatto una bella stagione a Digione, e ora abbiamo trovato il Montpellier che era innamorato di lui. Un trasferimento da 6,5 milioni, che significa per la Juve aver guadagnato 5 milioni in due anni. Se fai sempre così, trovi i soldi per comprare Kulusevski: è un'operazione win-win perché tutti sono contenti. Anche Mavididi è un bel giocatore, uno che se fa bene col Montpellier può andare in Inghilterra per 25 milioni entro due anni, e c'è da dire che la Juve ha anche una percentuale". Com'è Osimhen? "Forte, realmente. Fa sempre gol. Ci sono quelli che sanno segnare e quelli che aspettiamo lo facciano: lui è tra i primi. Veloce, si sa muovere in profondità: è un profilo che il Napoli non ha, e penso che sia per questo che Gattuso insista. Parliamo di un giocatore che non si trova in Italia: in periodo di crisi 50 milioni sono tanti, ma è giovane. Cedendo Milik hai un giocatore diverso tecnicamente, ma fai una buona operazione. Solo che 50 milioni non sono pochi. Su Gabriel invece leggo cifre giuste, 25 milioni sono corretti per un difensore così. Il Napoli conosce bene il mercato francese".

Come valutare l'esperienza di Mendy al Real? "Una società come il Real Madrid ha bisogno di coppie di campioni in ogni ruolo. Mendy è arrivato senza grande esperienza, senza il nome: era perfetto per non destabilizzare Marcelo, ma mettergli solo un po' di normale pressione concorrenziale. Questa cosa fa bene a entrambi, e la gente è felice perché Mendy ha dimostrato la sua qualità, e che i 50 milioni di euro fossero un prezzo basso per il giocatore che è. Il Lione ha fatto un vero casino per la trattativa... Siamo partiti da 20 milioni e siamo arrivati a 53. Anche il Napoli lo voleva: Ancelotti aveva chiamato il ragazzo e Giuntoli cercava il giocatore. Sarebbe stata una bella acquisizione, ma come per la Juve si è arrivati a parlare di troppi soldi per un terzino".

Che futuro per Pogba? Tornerà alla Juventus? "Secondo me costa troppo d'ingaggio per andare. Inoltre la Juventus storicamente non riprende i giocatori che ha lasciato andare. Pensiamo che Pjanic è stato mandato via perché prendeva 7,5 milioni... Quasi la metà. Lui deve andare in realtà come Barcellona, Real Madrid o Manchester City che possano pagargli un certo tipo d'ingaggio. Magari intavolando uno scambio intelligente con il Manchester United: altrimenti, in un mercato di crisi, sarà complicato pensare di trovare chi paghi tutti questi soldi. Già la prossima estate, quando si avvicinerà alla scadenza, sarà un'operazione migliore".


Yvan Le Mée, responsabile agenzia Sport Profile Consulting, ai microfoni di Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini © registrazione di TMW Radio

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