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Lanna: "Dzeko ha dato a Roma quello che mancava dopo Totti e De Rossi"
17 dic 2020 18:40Calcio
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L'ex difensore Marco Lanna è intervenuto su TMW Radio, ai microfoni di Niccolò Ceccarini nel corso della trasmissione Stadio Aperto: "Questo è un campionato interessante, e credo lo sarà fino alla fine. I valori delle rose si faranno sentire, ma questa incertezza dopo tanti anni con una squadra sola al comando rende più avvincente l'intera Serie A".

Cosa rappresenta oggi Dzeko per la Roma? "Un po' quello che è venuto a mancare coi vari leader andati via, da Totti a De Rossi. Con tanti buoni giocatori, ha preso questo ruolo anche perché ha la credibilità per alzare la voce e fare da guida ai nuovi arrivati, che si devono confrontare con una realtà non semplice come Roma".

Potrebbe allenare? "Sicuramente ha significato qualcosa per la Roma, e speriamo possa fare ancora tanto. Mi sembra una persona a modo, anche se non lo conosco personalmente: è pacato ed equilibrato, può ricoprire un ruolo anche nel post-carriera sicuramente".

La Roma con Zaniolo oggi dove sarebbe? "Bella domanda... La Roma è una squadra molto spettacolare, ed essendo portata molto ad attaccare la squadra rimane un po' scoperta. Anche i centrali sono cambiati spessi, e adesso c'è persino Cristante in un ruolo non suo. Zaniolo era titolare quasi inamovibile, e non so se avrebbe portato da solo punti in più ma sicuramente manca per freschezza, forza, tecnica e tante altre cose. Per ora chi l'ha sostituito ha fatto assolutamente bene ma poteva essere un'arma in più".

Cosa dire di Spinazzola? "Quando andò alla Juve e lo cedettero quasi subito, rimasi molto sorpreso. Quando l'ho visto giocare ha sempre fatto prestazioni fantastiche, ha forza ed è veloce. Gli unici difetti li ha sulla fase difensiva ma puoi lavorarci, e davanti ti dà tantissimo. Col Bologna nel primo tempo ha devastato la fascia... Io l'avrei tenuto nella Juve o anche preso, fossi stato l'Inter".

L'obiettivo della Roma à un posto in Champions, ma in Europa League dove può arrivare? "Possono andare avanti in tutte e tre le competizioni. In campionato può fare da outsider, ancora una squadra dominante non c'è e se trovano continuità e consapevolezza nei propri mezzi, potrebbero essere fastidiosi. L'Europa League è campo in cui fare bene, perché la squadra è più europea che italiana".

Perché il Torino è così in difficoltà? "Giampaolo è uno con cui si deve avere un po' di pazienza, ricordo che anche alla Sampdoria aveva avuto delle difficoltà all'inizio. Lì è stato usato il suo lavoro per creare plusvalenze, mentre il Torino forse credeva di essere più competitivo da subito. Entrare in un meccanismo così complesso e rodato non è facile, in squadra c'è gente più scafata, pochi giovani, e per Giampaolo può essere più complesso. Non sta andando benissimo, e la piazza di Torino non ha troppa pazienza ma gli andrebbe dato tempo...".

Senza risultati, come fare? "Le colpe non sono tutte sue, ci sono giocatori che non hanno un rendimento così elevato... Stasera potrebbe essere già una bella prova".

Tornerà la pace tra Ranieri e Candreva? "Credo di sì. Candreva è un ragazzo equilibrato, forse pensava di avere una squadra più competitiva rispetto ad adesso. Però Ranieri è allenatore che conosce benissimo certe dinamiche, persona moderata".

La strada sembra tracciata. "Lui è uno dei grandi leader della squadra. Oltre a Quagliarella è lui tra quelli che devono aiutare la squadra a fare un campionato tranquillo".

Per ora lo sembra. "Hanno avuto dei passi falsi nelle ultime partite, ma sono andati a vincere su un campo difficilissimo come Verona. Vuol dire che la squadra c'è, anche a Napoli nel primo tempo hanno avuto occasioni per metterli in difficoltà, e questo significa che Ranieri ha dato una fisionomia molto solida e compatta. Quest'anno la Samp è partita già in maniera diversa, e può togliersi soddisfazioni con un campionato giocato nella tranquillità più assoluta".

In Federico Chiesa si rivede qualcosa di Enrico? "Deve ancora migliorare, Enrico era uno che faceva gol. Tanti. Calciava da ogni posizione, anche fregandosene a volte dei compagni... Federico è passato dalla Fiorentina, che era come casa sua, a doversi prendere delle responsabilità maggiori visto che davanti ha Morata e Ronaldo. Ha capacità per fare bene, deve prendere più coraggio e provare ogni tanto anche la soluzione personale. Indossare la maglia della Juve non è facile, quindi gli darei modo di prendere le misure".

Quello è il suo ruolo? "La sua forza è puntare l'uomo, andare negli spazi grazie alla velocità. Avere qualcuno che ti copre alle spalle dà maggiore libertà mentale per provare ad esprimersi al meglio".

Chi l'allenatore rivelazione? "De Zerbi e Italiano. Lo Spezia ha cambiato poco rispetto alla B ma stanno facendo comunque risultati e un bel calcio. De Zerbi ha una buona squadra, e quando li vedi giocare capisci e vedi la sua mano, è lui a dare qualcosa in più per farli stare insieme alle grandi".

TMW Radio Regia
Marco Lanna intervistato da Niccolò Ceccarini © registrazione di TMW Radio