Jeda: "Mi aspettavo di più dal Cagliari. Crotone ormai piazza da Serie A"

29 lug 2020 19:45Calcio

L'ex attaccante Jeda si è collegato con TMW Radio, intervenendo nel corso della trasmissione Stadio Aperto, ai microfoni di Francesco Benvenuti: "Quest'anno la Juventus ha dimostrato come sempre la sua forza. La continuità di risultati alla fine gli sta dando ragione, solo che stavolta c'è stato un discorso diverso in campionato: al di là dell'emergenza e della pandemia, nessuno si sarebbe aspettato quello che è successo. Le inseguitrici hanno colmato il gap, e penso all'Atalanta che ha fatto un campionato strepitoso. A fare la differenza è stato l'organico ampio della Juve, la sua qualità. Dopo il lockdown si sono visti molti cambiamenti e sorprese, non so se altrimenti le cose sarebbero andate comunque così. I rischi corsi dalla Juve, per il futuro immediato e per la Champions, fanno pensare che qualche problemino ce l'abbia".

Ci si poteva aspettare di più dal Cagliari? "Sicuramente delusione è troppo, ma personalmente avevo aspettative diverse. All'inizio, come ogni tifoso, ci aspettavamo che il Cagliari mantenesse continuità nei risultati, e ambisse a un posto in Europa dopo un mercato fatto in maniera accurata: ds e presidente si sono impegnati davvero a mettere in mano agli allenatori, prima Maran e poi Zenga, una squadra davvero di buon livello. Per com'era stata la partenza, il finale ha lasciato un po' di amaro in bocca. Paragonandolo al Cagliari che ho conosciuto, questo aveva qualcosina in più a livello qualitativo. La partenza è stata molto buona, poi a metà è successo qualcosa, perdendo partite assurde. Ora sta vivendo un finale di campionato irregolare e non soddisfacente, è un dato di fatto".

Il Lecce aveva un potenziale maggiore? "Purtroppo sì, la squadra ha mancato di concretezza. Per l'obiettivo è stata costruita una buona rosa, con un allenatore bravissimo, competente, che mi piace molto come Liverani. Giocano bene, esprimono un buon calcio e hanno anche occasioni, ma non ha abbastanza concretezza. Poi subisce tantissimo... Ora la situazione è molto difficile da ribaltare, potremmo parlare di un autentico miracolo nel caso, ma la vedo davvero dura".

Lei ha conosciuto direttamente con Gasperini. Possono davvero essere la sorpresa anche della Champions? "Sono convinto che prima di tutto bisogna riconoscere la bravura di un allenatore, e lui l'ha dimostrata sul campo. È un tecnico preparato e bravo, che meritava forse anche altri palcoscenici, lasciando perdere com'è andata all'Inter. Brava l'Atalanta che lo ha trasformato in un autentico manager, e lo fa con capacità ed efficienza: ha reso una squadra fatta di gente sconosciuti, un gruppo di fenomeni. Fossi nel PSG starei molto attento, è tutt'altro che scontata la vittoria. Anche in Europa hanno dimostrato di essere pericolosissimi, in questo momento poi sono la squadra più in salute in Italia. Se il PSG gioca molto sulle individualità, l'Atalanta fa invece la forza e del ritmo collettivo la sua arma migliore: è la mina vagante della Champions, e la considero così".

Quanto è importante il lavoro del ds Ursino a Crotone? "Penso che negli anni abbiano imparato come muoversi, sono molto contento per la società e per Ursino, una persona straordinaria, ma anche per Stroppa, allenatore che si sta dimostrando competente e di valore. Il Crotone ha mostrato il miglior gioco della Serie B, li ho potuti seguire e li ho visti spumeggianti, ad alto livello. Ormai è una realtà importante del calcio italiano e sono molto contento, pure per il territorio, che vive di grande entusiasmo e attaccamento. L'atmosfera e altre componenti hanno trasformato Crotone in una piazza da Serie A, perché quello è adesso. Spero che stavolta possano avere più fortuna e rimanerci: è una piazza che mi sta a cuore, con Gasperini ci ho vissuto un anno davvero importante. Assieme ad Allegri è tra i migliori allenatori che ho avuto".

La Serie C stava stretta al Vicenza... "Sono molto contento perché tengo davvero tanto a quella società. Si parla tanto di me a Cagliari e a Lecce, ma per me quella è stata la madre di tutte le piazze, quella che mi ha dato l'opportunità di diventare un giocatore in Italia. Sono contentissimo di rivederli in Serie B, si meritano altri palcoscenici, c'è un entusiasmo pazzesco e una bella storia dietro. Vederli in Serie C era un peccato. Ho avuto modo di incrociare Di Carlo, ed aveva una Primavera molto forte: già allora si parlava di lui come allenatore di grande prospettiva. Sono contento sia riuscito in questo lavoro straordinario, se lo merita".

Cos'è il calcio per lei oggi? "Per quest'anno ho deciso di proseguire nell'attività da calciatore, è una passione che faccio fatica a spegnere. Sono anche direttore tecnico della scuola calcio del club, e sono contento. Mi sento una specie di fratello maggiore, e vorrei raccontare la mia storia in un libro che sintetizzi la mia storia dal Brasile fino all'Italia. Mi piacerebbe continuare nell'ambito calcistico anche in futuro, e ritengo di conoscere tutte le categorie, una cosa molto importante".


Jeda intervistato da Francesco Benvenuti © registrazione di TMW Radio

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