Iori: "Mi manca lo spogliatoio. Si pensi al futuro: giochiamo quando volete, ma non adesso"

26 mar 2020 19:25Calcio

A parlare di come sta vivendo questo momento in piena crisi Coronavirus a Stadio Aperto, nel pomeriggio di TMW Radio, è stato il capitano del Cittadella Manuel Iori.

Sei molto attivo in questi giorni, sui social:
"Volevamo provare a far passare qualche momento bello ai tifosi. Sono stati tanti gli ospiti che sono venuti a chiacchierare con me. E' un'iniziativa che ha riscosso successo. 

A Cittadella com'è la situazione?
"C'è pochissima gente in giro, se ne vede di più solo quando si va a fare la spesa. Forse all'inizio è stata sottovalutata la cosa, poi leggendo i numeri, si è valutata meglio la situazione. L'unico modo per sconfiggere il virus è rimanere a casa, e credo che un po' tutti lo stanno facendo. Speriamo si prenda coscienza del fatto che non si deve uscire e che se non si rispettano le decisioni prese, si ritarda il ritorno alla normalità".

Difficile rimanere a casa?
"Non è difficile, ma più spiegarlo ad un figlio di 13 anni. Io sono fortunato, ho un piccolo pezzo di giardino e ogni tanto si può stare fuori. E' veramente dura soprattutto per i ragazzi, che vanno a scuola e fanno sport".

Qual è l'immagine che ti porti dietro di questo periodo?
"Il fatto che quando vai in giro, ti guardi con diffidenza anche con le altre persone. Se vedi qualcuno senza guanti o mascherina ti spaventa un po'. Ho paura delle reazioni, se si prolungherà la quarantena, soprattutto dal punto di vista psicologico".

Molti presidenti di serie A si interroga sul quando ripartire. Tu saresti tranquillo nel ripartire tra una settimana?
"No. Non è questione di 5-10 giorni. I contagi sono aumentati. Non possiamo permetterci, in ogni categoria, di riprendere. Chi pensa di riprendere la vita normale è un folle. Il calcio ora va messo da parte, è vero che ci sono interessi economici dietro importanti, ma ora la salute viene prima di tutto. Spesso la nostra opinione non viene presa in considerazione, vedi l'episodio di Parma-Spal. Se la lega dei medici di Serie B dice di sospendere tutto, vuol dire che non è semplice la situazione. A me manca lo spogliatoio, ma se devo stare attento a tutto non è calcio. Piuttosto si trovi una soluzione per quando sarà superato il problema. Giochiamo quando volete, ma non adesso".

Quanto è cambiata la tua routine?
"Ci si adatta, non è difficile. E' che spesso noi abbiamo orari precisi, quindi non avere quelle abitudini ti fa un po' impressione. Ti manca tutto questo, ma come tutti quelli che vanno tutte le mattine a lavorare. E poi la possibilità di sfogarsi correndo in un campo dietro al pallone. Ma finchè non sarà tutto a posto, il pensiero andrà a tutt'altro e non al calcio".

Quali i prossimi ospiti del tuo programma social?
"L'idea è nata una sera. Siamo al sedicesimo ospite stasera. Avremo Darmian oggi, con cui faremo due chiacchiere. Abbiamo avuti tanti giocatori che hanno voluto dare il suo contributo". 

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