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Inter, la firma di Chivu e i tre protagonisti dello Scudetto: il parere degli ospiti di TMW Radio
04 mag 2026 17:00Calcio
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L'Inter vince il 21esimo scudetto. Una vittoria targata Cristian Chivu, ma gli ospiti di TMW Radio votano anche i tre protagonisti in campo dell'annata nerazzurra:

Stefano Impallomeni: "Credo che abbia scelto bene l'Inter, era quello che serviva poi a lui. E' stato allenatore delle giovanili, a me ricorda il percorso di Capello nel post-Sacchi. Tutti ebbero una perplessità, poi invece si dimostrò di essere pronto. E' entrato rispettando la forza del gruppo, questa voglia di stare insieme. Ha vinto questo gruppo tre scudetti con tre allenatori diversi, si è chiuso un cerchio. Dopo il ko in Champions e il Mondiale per Club, sono tornati tutti insieme e Chivu, facendo le cose semplice, ha fatto bene. Io ci metto Zielinski, Pio Esposito, Carlos Augusto, Bonny, le seconde linee sono stati importanti".

Daniele Garbo: "Mi è piaciuta molto la sua comunicazione, tranne il passaggio a vuoto sul caso Bastoni. È stato bravo a calarsi nella testa dei giocatori dopo il finale complicato della passata stagione. Ha gestito molto bene il gruppo. Mi è sempre piaciuto il suo modo di comportarsi e di porsi da calciatore, rimasto uguale anche da allenatore. Ora bisognerà attendere i rispondi della prossima stagione, dato che ci saranno delle responsabilità maggiori sia in Serie A che in Europa. Tra i protagonisti sicuramente Dimarco, che in trentatré presenze ha fatto tre gol e sedici assist, numeri da record. Poi dico Lautaro, che è il capitano e il leader di questa squadra. È vero, si dice che ha segnato solo sedici gol, ma è stato a lungo assente. Infine cito Zielinski, che ha rappresentato la vera rivelazione di questa stagione. Ha dimostrato personalità anche nei momenti di assenza di Calhanoglu".

Massimo Bonanni: "Ha fatto un percorso molto importante Chivu. C'era scetticismo nei suoi confronti, ma sapevo che meritava questa chance, di iniziare un certo tipo di percorso. Ha vinto la squadra più forte, con Chivu che gli ha dato un'identità. E' un ragazzo serio, educato, credo che per l'Inter e per Chivu è l'inizio che può portarli a vincere negli anni. Protagonisti? Lautaro, Calhanoglu e Sucic".

Antonio Paganin: "Tre i punti chiave: la comunicazione che è cambiata, il piccolo neo è il post-Inter-Juve e il caso Bastoni, ma poi la gestione del gruppo, che non era così scontata dopo quanto accaduto la stagione scorsa. E non ha smantellato l'impianto dello scorso anno, ci ha messo delle novità e ha usufruito di una società che sa gestire le cose. Sento dire che è importante avere una squadra forte, ma non è così. Abbiamo visto al Milan lo scorso anno e la differenza con Allegri. Abbiamo visto i messaggi dati con Sucic e anche il sostituto di Dumfries. Ha gestito al meglio la situazione. Il suo merito è stata la gestione di un gruppo, dell'Inter e non del Parma. Non è semplice e ha gestito bene la situazione, che non era facile. I protagonisti? La società, che decide di cambiare e affidarsi a un allenatore giovane, con poca esperienza...non era semplice. Benedetto piano B dopo il no di Fabregas, si è rivelata una scelta vincente. E poi Lautaro, Calhanoglu, che hanno saputo creare un mix di certezze e freschezza importante. E poi lo staff di Chivu, che ha gestito veramente bene la parte tecnica".

Simone Braglia: "Secondo me è una grossa rivincita. Mi ricordo a inizio anno, nessun avrebbe immaginato che avrebbe avuto questo impatto con l'Inter, una squadra importante. E' la vittoria della new generation, formata anche da Grosso, De Rossi, contro i vecchi matusa".

Christian Recalcati: "Chivu è riuscito a ridare morale a un gruppo che non esisteva dopo quanto accaduto lo scorso anno. Poi ho rivisto l'Inter correre, giocare, i sorrisi, gli abbracci. E' stato bravo a fare l'allenatore-giocatore, è stato capace di dare qualcosa di più a livello mentale. Io nominerei Chivu, Lautaro e Dimarco tra i protagonisti. Ma poi ognuno ha fatto il suo".

Michelangelo Rampulla: "E' stato bravo Chivu a mentenere equilibri in un gruppo importante. Se comincia così, tenendo a bada certi campioni e vincendo, credo sia sulla buona strada per diventare un grande allenatore". 

Daniele Petroselli