Il ct Rossi: "In 60mila al Puskas per il girone proibitivo della mia Ungheria"

10 mag 2021 19:45Calcio

Marco Rossi, ct dell'Ungheria, ha parlato a TMW Radio, nel corso della trasmissione Stadio Aperto con Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini: "Inizieremo a prepararci tra una settimana, qui il campionato è già finito ed ho convocato la metà dei ragazzi, quelli che giocano nel campionato ungherese. Poi arriveranno gli altri alla spicciolata, quindi andremo 8-9 giorni in Austria prima di diramare la lista ufficiale l'1 giugno. Hanno tutti un buon numero di partite nelle gambe, purtroppo non abbiamo nessuno nei top club, che sia arrivato né in semifinale di Champions o di Europa League. Li avrò meno stressati mentalmente".

Cosa vi aspettate dall'Europeo? "Abbiamo un girone proibitivo, ma lo sarebbe pure per l'Italia e lo dico pensando e sperando da italiano che arrivi tra le prime quattro. Contro Portogallo, Germania e Francia però anche l'Italia potrebbe perderle tutto. Sappiamo che affronteremo sempre undici top player in campo e altrettanti in panchina: voglio vedere il giusto coraggio e l'organizzazione tattica per sfidarli senza timore".

Come sta Szoboszlai? "Sta lavorando con la squadra senza lamentare dolori. Lui è l'unica eccezione che ho fatto nella lista dei convocati, l'unico a non avere partite giocate di recente ma anche quello che ha le qualità nettamente più sopra la media".

A livello di pubblico come pensa saranno gli Europei? "Per come vanno le cosa qua, sembra che sarà possibile avere lo stadio pieno... E nel nuovo impianto, il Puskas, potremmo contare su 60mila persone. Sarebbe qualcosa di eccezionale, sia per noi che per i tifosi stessi: potrebbero vedere la nazionale giocare nel proprio stadio. I segnali sembrano confortanti, gradualmente si sta riaprendo un po' tutto. I contagi sono molto calati, anche perché penso abbiano vaccinato più o meno metà della popolazione".

Dove la Serie A sta perdendo terreno? "Vivendo all'estero ho la percezione che il campionato e le squadre italiane vengano rispettate ovunque. Senz'altro è uno dei quattro campionati di vertice, la cosa che più balza agli occhi delle sfide in Europa negli ultimi anni è che le squadre inglesi competano ad un livello differente, essendo riusciti a convogliare interessi economici planetari".

Cos'ha pensato quando ha letto della Superlega? "Io sono allenatore normale e persona semplice, nasco come tifoso del Torino, quindi non di un vero e proprio top club... Non mi trovava affatto d'accordo, il calcio è di tutti, e ognuno deve beneficiare dello stesso trattamento. Già per come vanno le cose i top club godono di benefici economici che altri non hanno. Accrescere un gap che già c'è e ad oggi è difficilmente colmabile mi sembra qualcosa di scorretto e non leale verso chi non è così ricco o potente".

Il ritorno di Mourinho è un bene per la Serie A? "Lo conoscono in tutto il mondo, pure chi non sa di calcio. A livello di immagine è di certo una cosa positiva: vero che nelle ultime stagioni non sia stato al livello dei vent'anni, ma mica si può vincere sempre... Lo stesso vale per Klopp e Guardiola. Averlo alla Roma fa crescere l'appeal verso qualche giocatore che magari diversamente a Roma non ci va".

Come lo ha trovato il campionato nazionale ungherese? "Si può migliorare la formula, che è a dodici squadre: si fa andata-ritorno-andata, mentre si potrebbe fare andata-ritorno e playoff di fine stagione, giocando 32 partite invece che 33".


Marco Rossi, ct dell’Ungheria, ai microfoni di Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini © registrazione di TMW Radio

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