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Per parlare della possibile ripresa del campionato e dei primi test nelle squadre, oltre a molto altro, è intervenuto a TMW Radio, durante Maracanà, l'ex calciatore e tecnico Bruno Giordano.
I nuovi casi positivi hanno creato molte polemiche:
"Ricominciare a settembre-ottobre per un atleta vorrebbe dire ricominciare dopo 6 mesi, è la morte di un atleta. Ci si deve convivere con queste situazioni. E' normale che si trovassero dei casi. Che facciamo, non si riprende a giocare? Anche a settembre ci saranno. Vanno messi in quarantena e controllati".
Si sta cercando un'armonizzazione nella ripartenza con gli altri campionati?
"SI va in quella direzione. Per chi deve andare a fare le coppe, è giusto che si riprenda. Si spera che tutti i Paesi importanti possano riprendere con rischi minimi. Se ci fermiamo, abbiamo perso un'altra volta. Ci sarà da convivere col virus. Saranno super-controllati".
60 anni di Baresi. Cosa ha rappresentato per il calcio italiano?
"Un giocatore straordinario, che ha fatto la storia del Milan e della Nazionale. E' stato sempre molto regolare. Nel 1990 era in una condizione straordinaria. Mi ricordo il suo primo anno al Milan, dove si vinse la stella dei dieci scudetti. Era cattivo il giusto, è stato bravo nella fase difensiva ma anche straordinario nella fase offensiva. Aveva grande personalità in campo".
Nesta simile a Baresi?
"Forse nella personalità, ma nel mio immaginario. Nesta era fortissimo nell'uno contro uno, mentre Baresi sapeva impostare di più il gioco. E' stato un grande ma molto più sulla fase difensiva".
Rangnick non esclude un suo futuro al Milan:
"Come andrà? Dipende che giocatori devi prendere. Se devi valorizzare dei giovani, lui è l'ideale perché lo ha già dimostrato".
