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Il direttore sportivo del CSKA Sofia, Cristiano Giaretta, parla dell’emergenza Coronavirus su TMW Radio ai microfoni di “Stadio Aperto”.
Come, tu e la tua famiglia, state vivendo questa situazione?
“Per quanto riguarda l’Italia siamo tutti in apprensione. La mia famiglia è divisa nel mondo tra Italia, USA e Spagna e la situazione di non avere il controllo non è affatto bella. Qui in Bulgaria non c’è tanta preoccupazione perché gli infetti sono poco più di 50 però preventivamente stanno chiudendo tutte le attività non indispensabili fino al 13 di aprile, calcio compreso. Spero di no però penso che il virus arriverà anche qui e sarebbe un problema visto lo stato della sanità bulgara”.
Quanto il sistema sanitario bulgaro rischia il collasso in caso di epidemia?
“Il virus potrebbe mettere in ginocchio il sistema sanitario. I migliori dottori vanno tutti all’estero e le strutture non sono adeguate per far fronte ad una emergenza simile, per questo motivo hanno chiuso già tutte le attività”.
Come la federazione bulgara sta pensando di ripartire?
“Ci sarà venerdì una riunione dove penso verrà confermato lo stop fino al 13 aprile. Ci si può allenare tenendo le distanze ma allenarsi così è molto difficile in uno sport da contatto come il calcio. Io non sono d’accordo con questo modo di allenarsi perché penso che si debba fermare completamente. Si doveva fermare tutto prima, adesso stiamo vedendo tanti giocatori contagiati che a loro volta hanno portato il virus in giro. Si è sottovalutato il problema mettendo il calcio dopo tante cose importanti come la salute pubblica”.
Da uomo di calcio pensi che la strada più logica sia quella di spostare i campionati e rimandare gli europei?
“Non so che danno economico comporterà lo spostamento dell’Europeo, bisogna però pensare prima di tutto a debellare il problema, poi si deciderà come muoversi soprattutto per il bene delle piccole società. Se il campionato non dovesse finire non penso che le televisioni paghino il normale compenso alle squadre e questa situazione potrebbe uccidere le piccole società. Le società che sopravvivono senza quei compensi sono veramente poche in Serie A figuriamoci nelle serie minori. Bisogna pensare anche a chi vive di sport a livello dilettantistico”.
Spostare l’Europeo al prossimo inverno potrebbe essere utile anche per fare un prova generale del mondiale in Qatar nel 2022?
“Penso sia una buona ipotesi e sono sicuro sia già sul tavolo per farne un'accurata valutazione. Non si riuscirà mai a far contenti tutti però si troverà la soluzione adatta per portare a termine tutte le competizioni”.
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