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Gerolin: "L'Atalanta di oggi come la mia Udinese. Potevamo avere Dybala"
06 gen 2021 19:40Calcio
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© foto di Federico De Luca

Il dirigente sportivo Manuel Gerolin è intervenuto a TMW Radio, in diretta durante la trasmissione Stadio Aperto con Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini: "Il campionato è bellissimo, eravamo abituati a vedere la Juve in fuga ma quest'anno è aperto a tutti. L'Inter oggi ha zoppicato, ma ancora manca davvero molto. C'è grande equilibrio davanti e dietro, come da tanto non si vedeva".

Questa Roma è merito di Fonseca? "Sta facendo un gran lavoro, ma evidentemente anche Petrachi prima di andare via. Si vede una squadra quadrata che ha giocatori veramente forti. Su tutti questo ragazzino, Villar, che è veramente la sorpresa del campionato. Si vede la mano di Fonseca che, tra Europa League e campionato, fa girare un po' tutti: non ci sono posti fissi e chi merita gioca. Per questo sono forti: hanno una rosa in cui chi gioca può dire la sua. Ma la vera sorpresa di quest'anno per me è il Milan. Non erano così accreditati, vediamo stasera cosa porteranno a casa ma fin qui vincono sempre".

Questo Milan cosa può fare? "Vincono anche senza Ibra, quando rientrerà metterà anche quel qualcosa in più. In questo campionato c'è modo per tutti di farsi vedere, credo che anche lo stesso Napoli abbia modo di recuperare: stanno soffrendo la mancanza di Osimhen per come la vedo. Non scordiamoci della Juve: con un filotto i punti si recuperano facilmente".

Come la vede la lotta per non retrocedere? "Eravamo abituati che le tre promosse quasi sempre retrocedevano. Il Benevento invece è scappato, e stanno rimanendo sotto squadre importanti. Le vere delusioni finora sono Torino, Genoa e Fiorentina mentre Verona e Benevento giocano bene e stanno sorprendendo. Prevedo che una delle insospettabili quest'anno possa cadere".

Quanto è cambiato il modus operandi dell'Udinese da quando ci lavorava lei ad oggi? La differenza l'hanno fatta le seconde squadre? "Credo di sì, sono diventate le prime. Hanno preso Granada e Watford che erano in seconda serie e l'han portate nella prima. Così sono diventate primarie, soprattutto quella inglese: quando è così cerchi di far girare i giocatori ed ottimizzare. Una volta le scelte erano più precise, e in effetti abbiamo visto tornare Pereyra, Deulofeu, Forestieri... Giocatori che girano tra le varie squadre, quando hai in casa molti calciatori non ne cerchi altre".

L'Udinese è sempre più De Paul-dipendente? "No, assolutamente. C'è un organico forte, magari in questi anni ci sono stati dei problemi ma io guardo alla rosa e alla potenzialità, e l'Udinese è squadra che deve essere più su in classifica. De Paul è uno dei tanti giocatori bravi che ci sono, il club è abituato a perderne e sopperire al tutto. Quando andrà via l'Udinese rimarrà forte".

Cosa ricorda della sua Udinese? "I giocatori che arrivavano in Europa li vedevo in anticipo. Ne ricordo di presi e non... Faccio qualche nome: Pato e Dybala, andati in grandi squadre, sarebbero potuti passare per l'Udinese. Logico però che non potessero comprare tutti: sono arrivati comunque Sanchez, Handanovic e tanti altri come lo stesso Muriel o Cuadrado. L'Udinese, come l'Atalanta di oggi in uno scalino più alto, è un ambiente ideale per sgrezzare i giovani stranieri e prepararli ai grandi club".

Muriel poteva dare di più in carriera? "Assolutamente, lo chiamavamo il Piccolo Ronaldo proprio perché non gli mancava niente. Non ha avuto continuità ed è maturato tardi: ora però ha trovato un allenatore bravo in un ambiente giusto, senza sentire grandissime responsabilità e spero che possiamo vederlo anche in una squadra più forte".

Se l'aspettava Cuadrado terzino? Dybala perché non trova posto? "Cuadrado l'abbiamo preso come terzino, è sempre stato il suo ruolo. Poi l'hanno spostato avanti perché marcava poco, ma oggi sta facendo vedere quello che sa fare. Ovviamente è anomalo e più offensivo, ma questo si sa: in base all'avversario che hai davanti prendi certe scelte, e Cuadrado può essere un'arma. Dybala è un campione ma non possono giocare tutti, e con Ronaldo credo soffra una certa situazione tattica: lo vedrei bene con Morata, mentre Ronaldo non dà punti di riferimento come fa lui, ed è dura giocarci insieme. Chissà però che, essendo campioni, non scatti qualcosa".

La Brexit cambierà ancora il lavoro del ds? "Penso sia già cambiato, visto l'ingresso di Internet e dei procuratori che hanno a loro volta reti di osservatori. Si guardano statistiche e video ma dico che per arrivare prima bisogna continuare a viaggiare: l'occhio per vedere dal vivo non lo alleni col video. Posso dire ad esempio che l'Atalanta gira molto... Un'ultima cosa".

Prego. "Un pensiero a Morgan De Sanctis, so che l'operazione è andata bene ma ne avrà per molto. Lo abbraccio".

TMW Radio Regia
Manuel Gerolin intervistato da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini © registrazione di TMW Radio