Gandini: "Fa piacere l'interesse della Roma. Serve norma nazionale sulle riaperture"

28 set 2020 19:35Calcio

Umberto Gandini, presidente della Legabasket italiana e dirigente dal lungo trascorso calcistico, è intervenuto in diretta a Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio, ai microfoni di Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini: "La cosa più importante è essere ripartiti con un nuovo campionato, una nuova lega e un nuovo sponsor. Tutti elementi di vitalità di fronte ad evenienze avvenute nostro malgrado. Dopo un lungo periodo d'assenza, un po' mitigata dalla Supercoppa che ha avuto un buonissimo riscontro di pubblico ed è culminata nelle final four di Bologna. Evidentemente siamo lontani dall'aver centrato obiettivi e da una normalità che ci possa permettere di godere del nostro spettacolo".

Ha testimonianze di presidenti in difficoltà? "Gli effetti dell'epidemia stanno rimanendo contenuti e sotto controllo, ma il problema è generale e legato all'imprenditoria che sostiene il basket e lo sport, ma in generale le famiglie. Indubbio che essendo presidente di Lega Basket mi devo preoccupare delle squadre che ne fanno parte, che possano pianificare e avere ricavi più certi possibile, seppur limitati rispetto al passato. Speriamo di superare queste difficoltà".

In Italia siamo fermi a mille tifosi negli stadi. Fattibile un cambiamento nel prossimo futuro? "Faccio due-tre distinguo. Il primo è che l'impatto di un'apertura parziale ma minima ci sarebbe, pur senza tante altre entrate. Mi rendo conto della prudenza, ma se parliamo di un 25% di 10.000 posti, sono 2500 persone che defluiscono in 15 minuti, senza problematiche di vario genere. Per questo dovremo pensarci, perché quasi tutto lo sport italiano vive da impianti di meno di 10mila posti. Almeno per i nostri sport sarà da trovare una soluzione, a differenza del grande calcio che avrà a disposizione anche la pausa Nazionali per ottenere una decisione dal Governo. Mi sembra ingeneroso non comparare scuola e sport, e dire che quest'ultimo non sia comunque una priorità".

Dove serve intervenire nel futuro del basket, sugli impianti? "A livello di Serie A siamo messi abbastanza bene, in un panorama d'impiantistica comunque non ideale. La Virtus Segafredo ha costruito un impianto bellissimo a Bologna, ma ci sono squadre che hanno impianti un po' poco contemporanei e pensati alla fruizione di una pallacanestro diventata sempre più spettacolare nel corso degli anni, e che ha bisogno di spazi adeguati. La cosa su cui dobbiamo lavorare di più è il prodotto, le partite, i grandi gesti atletici. Dobbiamo essere bravi a farli vedere di più ed uscire dal recinto dei soli appassionati, che non sono sufficienti per farci fare il salto. Dobbiamo lavorare sui personaggi, e ne abbiamo di interessantissimi da mostrare nelle nostre squadre".

Fa piacere essere accostato nuovamente alla Roma dopo il cambio di proprietà? "Mi fa molto piacere. Io a Roma sono stato molto bene, è stata purtroppo un'esperienza breve rispetto a quello che avrebbe dovuto e potuto essere. Ma sono presidente della Legabasket e sto facendo in modo che questo sport continui a crescere e abbia la visibilità che merita. La mia professionalità di 26 anni di calcio rimane e fa piacere essere considerati".

Come giudica il Monza? "Oltre a una riconoscenza esagerata ho amicizia ed affetto con Berlusconi e Galliani. Che passione... Si sono dati la missione di portare il Monza in Serie A e gli anni d'esperienza accumulati da Galliani nel calcio lo portano ad avere facilità di trattative. Li contraddistingue la voglia di far bene: sono costretti a dover aspettare fino a giugno ma so che metteranno tutto il possibile per arrivare a quel traguardo. Berlusconi ha vinto tutto, ma è appassionato del calcio, e Galliani, come dice lui dirigente del Monza, dove ha iniziato, prestato al Milan, lo è altrettanto. Berlusconi è un esteta e poter ripartire da lì dopo la grandissima esperienza col Milan penso sia un grande segnale".

Come si percorre la strada di puntare sui personaggi del basket? "Credo che il percorso abbia bisogno di tempo: il campionato non può sancire il destino finale della lega. Indubbiamente quella italiana ha perso terreno rispetto a tante altre in Europa: i nostri migliori prodotti, se possono, vanno a giocare all'estero. Addirittura anche in età giovanile. Gli investimenti fatti da alcune società hanno portato giocatori importanti, e c'è l'impressione che la competitività sia stata alzata. Servirà tempo per tornare ad essere campionato di riferimento in Europa: i nostri avversari sono Spagna, Turchia e Grecia, ma ci vorrà tempo".

Che effetto ha fatto vedere Pirlo allenatore della Juventus? "Mi ha sorpreso, non pensavo che il suo percorso avesse questa accelerata. Pensavo e sapevo fosse destinato ad allenare, e già l'U23 mi sembrava un ottimo punto di partenza: è stato precoce anche in questo, come da calciatore. La scelta probabilmente era nelle loro corde ma mi ha sorpreso".

Come va il dialogo con il Governo? "L'interlocuzione è costante. Siamo ripartiti, sì, ma l'abbiamo fatto con importanti difficoltà, e grazie ad alcune deroghe regionali. Per problemi politici abbiamo avuto i buchi Pesaro e Roma. Ci aspettiamo una decisione nazionale sulle riaperture, per quanto riguarda noi il discorso sul credito d'imposta non è ancora finito: la norma esiste ma è in riconversione, ci sono emendamenti e tentativi di ampliare la platea dei destinatari senza andare a toccare la soglia dei 90 milioni. Abbiamo necessità di vigilare affinché non si perda l'aspetto per cui è stata disegnata la norma. Se si vuole allargare a più soggetti, i 90 milioni non bastano".


Umberto Gandini, presidente della Lega Basket, intervistato da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini © registrazione di TMW Radio

Altre news

Utilizzo dei Cookie
PROSEGUO
Utilizziamo cookie, anche di terze parti, per migliorare l'esperienza di navigazione e per inviarti messaggi promozionali personalizzati.
Proseguendo con la navigazione acconsenti al loro uso in conformità alla nostra Cookie Policy