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Galderisi: "Con Paolo Rossi se ne va una parte di me. Un onore stargli accanto dopo il Mundial"
10 dic 2020 14:00Calcio
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

L'ex calciatore e tecnico Giuseppe "Nanu" Galderisi a TMW Radio, durante Maracanà, ha ricordato Paolo Rossi, scomparso oggi, 10 dicembre, all'età di 64 anni.

Un ricordo di Paolo Rossi: 
"E' sempre stata una persona di una bellezza incredibile. Io sono cresciuto con questi eroi. Io sognavo di diventare uno come Paolo Rossi, sin dai 13-14 anni. Io giocavo con la sua figurina e poi mi sono ritrovato ad allenarmi con lui. Trap mi disse di stargli vicino, perché dovevo imparare da lui. Sono stato un'ombra, lui è stata la mia musa. Trapattoni ci mise in camera insieme dopo il Mondiale dell'82. Io feci sei gol quando non c'era, lui il campione del Mundial. Alla notizia mi è venuto in mente i suoi occhi, il suo sorriso, la sua allegria, la semplicità con cui faceva crescere un ragazzino come me, innamorato del calcio e con una bellezza umana incredibile. L'ho sempre inseguito, fino ai Mondiali del 1986. Oggi perdo una parte importante della mia vita, una parte di me se ne va con lui".

Dopo il Mondiale del 1982 che Rossi ha ritrovato?
"Non mi aspettavo che il Trap mi mettesse in camera con lui, lui era sempre con Cabrini. Mi ricordo tutti i sacchi di posta che riceveva. Ho rubato molto da lui e sono contento di averlo conosciuto. Sono cresciuto con lui. Perdo un maestro di vita".

Una malattia tenuta in segreto:
"Sapevamo in pochi che stava passando un periodo difficile, ma si crede sempre che le cose possano migliorare e invece...".

Lei è stato con lui nel Mondiale del 1986:
"Ho fatto tutte le partite al suo posto. Lui però era sempre vicino a darmi consigli, ad aiutarmi, a sdrammatizzare quando non ero contento per quello che facevo. Lui prendeva sempre il lato ironico di questo gioco. Si vedeva che lui non era alla ricerca del colpevole, ma era umile e semplice. In campo non gli mancava mai il sorriso, poi aveva un'intelligenza calcistica pazzesca, era sempre al posto giusto al momento giusto".

Lo ha mai visto discutere con qualcuno?
"Quando si arrabbiava, anche nello spogliatoio o in ritiro, non ci credeva nessuno. Non rientrava nel suo dna. E' stato trattato malissimo in un periodo della sua vita. Mi ricordo il 1982, quando tornò a giocare le ultime partite prima del Mondiale. Ricordo la mia gioia quando entrò a Udine e si riprese il suo 9. Mi ricordo l'abbraccio dopo il suo gol. Tutti gli volevamo così bene che volevamo che cambiasse il suo destino. E l'ha cambiato, e non di poco".

TMW Radio Regia
Ospiti: Giuseppe Galderisi e Italo Cucci - Maracanà con Marco Piccari e Cinzia Santangeli © registrazione di TMW Radio