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Il dirigente sportivo Rino Foschi è stato ospite della radio di Tuttomercatoweb. Foschi ha parlato del positivo inizio di stagione di Paulo Dybala e ha commentato anche con delle curiosità lo stentato avvio del Napoli di Allegri.
Come si spiega questo inizio di stagione così integro fisicamente parlando per Dybala?
"Mi ricordò quando arrivò a Palermo e Zamparini voleva che me lo portassi a Genova perché lo riteneva troppo fragile. Po iè cresciuto e strada facendo è andato alla Juventus, vincendo anche quello scudetto con Sarri, incidendo sì ma anche in quel caso disputando tre quarti di campionato a causa dei soliti problemi. Di certo stiamo parlando di un grande calciatore, un fenomeno, il problema è che è fragile e quindi quando si arriva alla decima o all'undicesima incappa in degli infortuni. Se non avesse questa fragilità sarebbe uno dei migliori che abbiamo in Italia. Detto ciò ora è sotto la gestione di un grande allenatore come Gasperini, che ha uno staff importante. Sanno dove può peccare fisicamente e hanno lavorato proprio su questi aspetti. Lo stanno gestendo molto bene e può darsi che se dovesse fare una stagione intera potrebbe fare la differenza, per sé stesso e per la Roma. Sono convinto che farà grande campionato e avrà meno stop di quelli che si possano immaginare. Oltretutto Gasperini ci crede quest'anno e se la giocherà fino alla fine".
Quali sono state le difficoltà del Napoli di Allegri finora?
"Il Napoli non è la squadra forte che conoscevamo. Mi ha un po' deluso anche Allegri, perché conosciamo le sue qualità e il suo passato, che però poi da solo non basta. Sicuramente stanno pesando anche il mancato rendimento di tre o quattro elementi e il numero importante di infortuni. L'anno scorso lo ritenevamo all'altezza dell'Inter, ma ad ora non è così. Vedo dei problemi e non so se potranno essere risolti in poco tempo. Il fatto è che posso afffermare che ci sono un paio di giocatori, di cui non faccio nome, che non rispettano certi ordini e Allegri a certi giochi ci non sta. È indubbiamente bravo, ma nella gestione di alcuni elementi per lui è dura mediare. Basti pensare quello che è accaduto l'anno scorso a Milano. Concludo però che lo aspetto ancora, perché sono convinto che il presidente possa stargli vicino".
