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Armand Duka, presidente della federazione calcistica albanese e membro del comitato esecutivo UEFA, ha così parlato intervenendo in diretta durante Stadio Aperto, trasmissione in onda su TMW Radio, nella quale si è collegato assieme all'ex ct Gianni De Biasi: "Lui lavora troppo e mangia poco, io sono il contrario. Gianni ha fatto un ottimo lavoro, in Albania ha scritto la storia del calcio: lui fa tutte le cose bene, non sottovaluta niente e fa bene. La persona è seria".
Il legame tra Albania e Italia si è consolidato anche grazie all'aiuto anti-Covid. Da voi come siete messi? "In Albania il virus non è stato così pesante, ci sono stati pochi casi e meno morti rispetto agli altri paesi. Una trentina di persone... Dal 13 marzo siamo chiusi, adesso stiamo pensando di ricominciare con il calcio, abbiamo fatto una proposta dalla federazione per allenamenti di massimo cinque persone per squadra, ricominciando a fine maggio il campionato. Ora però aspettiamo una risposta da parte del Governo".
Che dice la UEFA sulle coppe? "Fino ad adesso sembrerebbe che vogliano ricominciare in agosto Champions ed Europa League, anche se ci sono federazioni che hanno chiuso ed altre che stanno discutendo o hanno deciso di ricominciare. Spero che si ritorni a giocare, così da finire la stagione e poter cominciare anche la successiva, altrimenti sarebbe un grande danno per il calcio".
Nel calendario UEFA saranno considerate le situazioni differenziate di ogni paese? "Entro il 25 maggio deve arrivare la comunicazione sulla decisione definitiva, se ripartire o meno. Io non capirei però se non si ripartisse. Ho visto che a Madrid ieri c'erano tante persone in giro senza mascherine, questo è più pericoloso che far allenare in modo organizzato gli atleti nei centri sportivi. Non mi sembrano decisioni giuste da parte dei governi. Se i grandi tornei inizieranno, anche i piccoli li seguiranno".
Non la preoccupa un po' la scelta della Francia di chiudere? "Sì, la Francia è un grande paese ed ha anche squadre nelle coppe europee. Però vedo anche che Italia, Spagna e Germania stanno pensando di giocare".
Nell'idea di ripartenza, avete in mente piani particolari per gli spostamenti? "No, ciascuno dovrà spostarsi ma questo secondo me è il rischio minore. Calendari e tutto quanto rimarrebbero gli stessi, si giocherebbe solamente a porte chiuse".
Ha sbagliato la UEFA a far giocare alcune partite a porte aperte? "Nessuno sapeva cosa stesse succedendo, non credo abbiano sbagliato. Non conoscevano il rischio e cosa stava arrivando: è la prima volta negli ultimi 100 anni che accade una cosa del genere".
Lei conosce orientamenti UEFA su ottavi di finale e rimanenti sfide mancanti di Champions? "Si parla di fine agosto come data. Prima dovrebbero concludere le partite di ritorno che mancano, poi dai quarti in poi farebbero sfida secca".
Si pensa a un nuovo format per la Champions? "Per ora non c'è niente in discussione, tutti credono nella possibilità di concludere questa stagione e ricominciare normalmente con quelle della prossima".
