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L'ex centrocampista Antonio Di Gennaro, oggi opinionista, si è così espresso ai microfoni di TMW Radio, nel corso della trasmissione Stadio Aperto: "Il 12 maggio era in programma una cena per i 35 anni dallo Scudetto del Verona, con una rimpatriata della squadra, ma di questi tempi penso che sia stato tutto già rimandato".
La Francia che si è fermata può innescare un effetto domino? "Può succedere di tutto. A me ha preoccupato che sia Sportiello che Dybala siano ancora positivi al quarto tampone, e tra le parti non c'è molta chiarezza. Si veda Lega-Governo, con FIGC che non si sa da che parte sta e giustamente AIC che si è arrabbiata: se si va a correre nei parchi, perché non nei centri sportivi che sono organizzati. Pensiamo che son due mesi e mezzo che loro stanno a casa, non so se gli basteranno 3-4 settimane per essere pronti a riprendere. Ci son tante sfumature, che rendono la cosa ancora più complessa: deve esserci buonsenso e capacità di confronto, non una battaglia".
Ha sentito Terim. "Sì, mi ha chiamato e mi ha fatto piacere perché era un po' che non lo sentivo. Si è ripreso bene, ha Firenze nel cuore e ha conosciuto anche i nuovi proprietari della Fiorentina. Verrebbe a Firenze non a piedi, proprio correndo. In Turchia era da solo, è stato otto giorni in ospedale ma il mister ha una tempra e una forza psicologica da grande combattente. Non a caso è chiamato l'Imperatore".
Diventa impegnativo dare il via libera al calcio entro breve. "Sì, anche perché molte aziende stanno chiudendo. Ci deve però essere la speranza, nei termini della totale sicurezza. Anche perché finché non avremo farmaco o vaccino ci sarà da convivere con il virus. In tutta Italia si parla di persone che, se non si riparte in qualche maniera, si ritrovano in mezzo a una strada. Mi sono sentito con il sindaco di Verona, anche lì stanno facendo buone cose ma servono tutte le accortezze. In molti pensano che dal primo giugno chiuderanno".
In due mesi non è stato deciso nulla sulle scadenze contrattuali al 30 giugno. "Tutto però sta nell'eventuale ok a riprendere il campionato. Se non si concludesse, ci sarebbero problemi serissimi per alcune squadre: le televisioni, ad esempio, stanno chiedendo proroghe ai pagamenti dei diritti tv perché non si sta giocando. Bisogna capire anche chi potrà applicare il protocollo di sicurezza".
La domanda però rimane: se un giocatore è positivo, che si fa? "Quello è ciò che si chiedono tutti. Ma se poi Dybala dopo 40 giorni ancora è positivo... In generale la difficoltà di riprendere c'è: secondo me tre-quattro settimane non bastano, dopo due mesi e mezzo di inattività, per poi trovarsi a giocare ogni tre giorni con 35 gradi. Ci dovrebbe essere un tavolo comune, proprio per questi motivi".
Che partita è quella tra Lega Serie A e Governo? "Non fa bene al paese, è triste. Non c'è dialogo, mancano le idee e si sentono molti insulti...".
La fase due si preannuncia con criteri suddivisi a seconda dei casi nel territorio. Questo però porta conseguenze al calcio. "Verrà presa in considerazione l'idea di giocare in zone in cui il contagio è minore. Questo aspetto sarà valutato, anche in Serie C per i luoghi nei quali giocare l'eventuale playoff".
