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L'ex centrocampista Antonio Di Gennaro, oggi commentatore sportivo, ha così parlato nel corso di Stadio Aperto, trasmissione in onda su TMW Radio: "La notizia di Dybala è molto bella, un bel ripartire per un ragazzo di 26 anni. Anche in Germania, come per il Torino, hanno trovato nuovi positivi ma sono andati avanti: ora però è bene stabilire cosa dovranno fare i giocatori granata con un protocollo ben preciso. In questi casi la sicurezza è importante, anche perché ci sarà una preparazione meticolosa ed attenta per poter giocare ogni tre giorni con il caldo. L'aspetto fisico sarà da valutare, specie per gli infortuni che già di norma sono tanti nel calcio moderno".
I tamponi differiscono molto tra regione e regione. "In Veneto il presidente Zaia ha contattato un luminare ed investito 50mila euro su una macchina particolare per il discorso dei tamponi. Fare più tamponi permette di trovare anche gli asintomatici, e mi sembra che si sia preso la responsabilità di decidere. Tornando al calcio, sento che la Bundesliga riprende a fine maggio, ma il tasso dei contagi tra noi e loro è quasi equivalente. Forse hanno una mentalità diversa, ma bisogna capire se e quali possibilità ci sono, come dobbiamo strutturarci. Ora le decisioni sono fondamentali, serve gente che riparta con il piede giusto. Spadafora per esempio è stato ripreso anche da un suo alleato di Governo, che l'ha invitato a non sminuire il calcio. Si sa che la Serie A traina gli altri sport e l'economia italiana, ecco perché serve una visione unitaria senza più litigare. Servono decisioni per il bene di tutti, siamo preoccupati più di ogni altra cosa dal sistema produttivo... Ma siamo sicuri che tutti i decessi siano relativi al Coronavirus? Il discorso è lungo, complesso e delicato ma su queste cose ci vuole una visione lungimirante, e uguale per tutti. Io sono dell'idea che la ripartenza ci debba essere, con tutte le preoccupazioni che riguardano anche l'incertezza di una nuova ondata a settembre-ottobre, ma su questo non c'è una visione unica. Io credo che la prima fase, tranne il periodo iniziale, sia stata ben vissuta dagli italiani, si sono comportati in un certo modo e non a caso la striscia è diminuita".
La Bundesliga ha anche il vantaggio di dover finire di giocare meno partite. "Di mezzo ci sono i discorsi sulle strutture e la burocrazia, che da noi è un elemento negativo. Se non viene snellita o tolta del tutto, sarà difficile ripartire".
Non sembrano esserci reazioni entusiastiche alla ripresa del campionato. Forse qualcuno non ha gradito le polemiche? "C'è apprensione, per tutta l'Italia. Le polemiche non portano a niente, normale che ci debbano essere delle precauzioni ma litigare adesso non serve a niente. Abbiamo l'opportunità di cambiare determinate regole. Poi, se non arrivano soldi a fondo perduto come fanno a ripartire le piccole e medie imprese... Chi va a indebitarsi ancora quando non riesce a riaprire? Diventa un problema, e su questo ci deve essere un'accelerazione... Ma per tutto il paese. Penso al turismo, per esempio, e il Governo deve agire. Devono risolvere, o la gente finisce in mezzo alla strada".
Anche nel calcio stesso, molti rischiano di non farcela. "Ho visto gesti di solidarietà importanti, per primo Gattuso. Ok, lui non ha problemi, ma ce ne sono tanti come lui eppure non fanno niente. Lui invece aveva fatto bei gesti pure al Milan, al Pisa... Vuol dire che è nel suo animo: è generoso come lo era in campo, e questo gli fa onore. Nel calcio non ci sono solo i maxi-ingaggi, ma anche i vari dipendenti che sono importantissimi a mandare avanti una società. Bisognerà rivedere anche il discorso dei campionati, riducendo un po' di costi e di società, con una B a due gironi da venti squadre ed una Serie C semi-professionista in cui si possano valorizzare i giovani. Ridurre da 100 squadre a 70 qualcosa potrebbe portare, e le altre potrebbero sfruttare lo status di semi-professionismo per contenere i costi".
