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L'ex centrocampista Antonio Di Gennaro, opinionista e oggi commentatore tv per la Rai, si è collegato in diretta a TMW Radio, nel corso della trasmissione Stadio Aperto, ai microfoni di Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini: "Da commentatore dico che non essendoci il pubblico la situazione sembra irreale, e devi cercare di non avere tanta enfasi: possono sentirti in maniera più accentuata, e non è una bella situazione. Siamo ripartiti, i primi 20-25' si è visto che la Juventus voleva fare sul serio e imprimere un ritmo importante, poi la partita si è un po' spenta. C'era un po' d'emozione inizialmente, poi siamo andati: si sentivano di più arbitri ed allenatori, anche i bordocampisti sentono di più. Questo è un calcio diverso, ma mi auguro anche che a metà luglio gli stadi riaprano, come diceva qualche virologo".
Qualche singolo della Juventus non è sembrato in grande condizione. Però ai bianconeri serve l'organico. "Sì, sarà importante anche recuperare Khedira, che quest'anno come dice lui ha fatto più risonanze che partite. Idem Pjanic, deve ritrovare sorriso e capacità di ritrovare i ritmi, tutti sperano che la Juventus abbia a disposizione tutto il suo organico. Poi ci saranno anche infortuni, ma è normale che l'intensità cominci a crescere solo tra tre-quattro partite. Il discorso va anche a chi ha sofferto infortuni come Douglas Costa e Ramsey, per esempio. A Sarri servono tutti, anche perché con cinque sostituzioni potrebbe avere dei vantaggi, già da stasera sono chiamati a non steccare più. Sapevamo che il lavoro di preparatori, medici e nutrizionisti ora diventava ancora più fondamentale, e adesso si entra nel vivo. Servono soprattutto i più esperti, come Khedira. Stasera hanno una grande occasione: perdere la seconda finale con Sarri creerebbe qualche problematica psicologica ed ambientale".
Sarri sente pressione? "Normale che l'abbia, anche a Napoli immagino che la percepisse quando si giocava lo Scudetto. La risposta che ha dato in conferenza stampa sulle promozioni è stata da toscano, schietta e diretta, lo stesso anche dopo sulle cinque sostituzioni. Un po' di nervosismo c'è, anche se lui magari è un po' meno intransigente e più paziente: certo, rapportare i semi-professionisti alla Juve non si può, ma la vittoria col Chelsea gli ha fatto acquistare punti agli occhi di una squadra come la Juve in cui conta vincere, i titoli e le coppe. Ora non può sbagliare, se stasera non dovesse andare bene diventerebbe un campanello d'allarme".
Chi potrebbero essere gli uomini-partita? "Nel Napoli stravedo per Mertens, è anche fresco di rinnovo. Tecnicamente è bravo, rapido, furbo, scaltro e lo vedo anche come un leader, sa di essere entrato nella storia della squadra e per lui stravedono. Per la Juve se togliamo CR7 metto Bentancur, il più in forma: ha bruciato le tappe e può fare sia regista che mezzala, ma d'altronde se esordisci alla Bombonera a 17 anni vuol dire che hai qualità importanti".
Che lavoro ha fatto Gattuso? "Ha dato normalità, riportato tranquillità e cambiato qualcosa anche a livello tattico, questo 4-1-4-1 che viene considerato come 4-3-3. Davanti riescono a dialogare nello stretto senza dare riferimenti, e per questo la Juve dovrà gestire bene la partita facendo allungare il Napoli, senza lasciargli spazio a campo aperto. Ha fatto un grande lavoro ed è visto bene da tutti: società, tifosi e stampa. Se poi dovesse vincere, per quello che ha passato, saremmo tutti umanamente contenti. La persona si vedeva già dalla Grecia, da quello che ha fatto per il Pisa e anche per i suoi collaboratori al Milan. Piano piano è cresciuto, e poi è arrivato in una situazione mica facile a Napoli... Con l'Inter hanno sofferto, e meritavano qualcosa di più, ma il Napoli ha dimostrato di saper soffrire. Ha capito la situazione in un momento in cui non era possibile giocare come prima".
Mertens è sempre più legato a Napoli. "Per necessità Sarri l'ha inventato come centravanti ed è stata la svolta per il suo gioco e l'estetica della sua squadra. Fosse rimasto Mandzukic, sarebbe stato inadatto per il suo gioco, un po' come lo era Milik. Ma non è che siano scarsi... Certo, un allenatore deve anche trovare il modo di far rendere al meglio i suoi giocatori. Mertens è forte, è completo, e dimostra che a volte anche i piccolini sono bravi, altrimenti la cantera del Barcellona potrebbe chiudere".
L'altro lato della medaglia però è Lozano. "Ho letto che Gattuso è stato minacciato da alcuni tifosi messicani con frasi ed insulti. Ma d'altronde certe cose sono successe anche con Allan: se non ti alleni bene credi di giocare la domenica? Un tempo si credeva che allenandosi meno la domenica avresti reso di più, ma si è visto che non è così. Se l'ha visto svogliato, considerando che non ha reso, non so se il prossimo anno avrà un'altra chance. Il giocatore poi è anche un po' atipico, e non si è integrato al meglio nel gruppo di attaccanti. Chi non è al massimo deve dare di più, questa è la legge e non vale solamente per Lozano".
