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L'ex centrocampista, oggi opinionista, Antonio Di Gennaro ha parlato a TMW Radio, intervenendo in diretta nel corso della trasmissione Stadio Aperto: "Oggi mi hanno chiamato per un'intervista su Facebook, mi hanno chiesto se lo Scudetto lo vincerà la Juve o la Lazio e son rimasto di sasso: quant'è che non si parla di questo".
Cosa gli ha risposto? "Che non lo so! (ride, ndr) No, comunque non sarà scontato riprendere anche per chi ha avuto il virus. Il ministro Spadafora ancora mi sembra un po' indeciso".
Sembra un po' che servano venti fase 2 diverse? "Credo che abbiano bisogno di certezze. Stare a casa era d'obbligo, ora bisogna capire come si riprende. Soprattutto per l'aspetto economico servono certezze, la gente ha bisogno di capire e voglio capire come sarà elargito. In questo caso non servono ideologie, ma le persone che diano indicazioni. La burocrazia adesso dovrebbe proprio essere cancellata, se la gente sarà chiamata a sforzi importanti creerebbe ulteriori problemi dopo botte non indifferenti".
Oggi il calcio scatena ancora emozioni? "Poter ritornare a giocare una partita, con ogni precauzione possibile? Non vedo l'ora. Il calcio è stata parte integrante della mia vita, non vedrei l'ora di poter commentare una partita".
Per le scuole calcio? "Sono costi enormi. Facendo lunghi ritiri l'aspetto psicologico diventa fondamentale, ancor di più di quello fisico. Come si proporranno nelle partite, negli allenamenti anche quelli più intensi...".
Sarà un altro campionato. "Sì, e non solo per il calcio. Anche negli altri settori sarà tutto diverso. Come sarà la vita del quotidiano? Sentivo purtroppo che l'aspetto psicologico non sarà semplice, ci saranno temo tanti divorzi, separazioni... Sarà un'altra vita, e nelle riflessioni che mi pongo ogni giorno mi auguro che esca qualcosa di bello. Io poi ho la fortuna di essere un privilegiato, e penso anche a chi sta soffrendo davvero. C'è però la speranza che si crei qualcosa di diverso, questo tsunami potrebbe servire a rivedere tante cose, sia nel calcio che anche nella politica. A volte le difficoltà e le tragedie ti fanno trarre degli insegnamenti".
Fa impressione anche sentire in quanti notino che in un paio di mesi la natura si sia ripresa i suoi spazi. "Fare un passo indietro è segno di umiltà. Però io ho dei dubbi, perché al momento magari siamo presi, e poi magari torniamo a seguire la nostra cultura un po' così. Mi auguro di no".
Top-11 del decennio '90-2000: Toldo; Cafu, Cannavaro, Nesta, Maldini; Rui Costa, Pirlo, Seedorf; Baggio; Batistuta, Ronaldo. Va bene? "Manca Totti... Con due attaccanti e un trequartista non puoi non mettere Totti. Forse avrei messo anche Mancini. Sono contento ci sia Toldo, che è stato un grande portiere e l'ho avuto da calciatore"
Terzo tampone positivo per Sportiello, e siamo quasi a un mese. Si può ripartire con queste condizioni di incertezza? "Questo purtroppo è un avversario invisibile. Qualche considerazione va fatta, perché questi esempi sono importanti. Credo comunque che, da protocollo, tra 27 e 28 aprile cominceranno tutti gli accertamenti del caso".
Se trovano un positivo? "La titubanza del Governo nel dare l'ok è proprio legata a questa cosa. Qui siamo in un vicolo cieco, alcuni dicono una cosa poi se ne sente dire un'altra... Sento che forse in estate può andare via, poi no... Subentrerà una forma di psicosi. Pensate questi che devono stare rinchiusi stile bunker per due mesi, leggevo poi che alcune squadre di Serie A neanche riuscirebbero ad ottemperare a questi costi".
Che pensa dell'idea del sorteggio per la quarta promossa di C? "Le prime tre dovrebbero salire, e ok. Poi magari però ci può stare un mini-playoff tra le tre seconde, qualcosa per concludere una stagione che con questo protocollo sanitario non si può portare in fondo".
