Di Gennaro: "Juventus, Morata acquisto di riserva. Pirlo avrebbe voluto Dzeko"

24 set 2020 19:59Calcio

L'ex centrocampista Antonio Di Gennaro, oggi commentatore tv e opinionista, è intervenuto nel corso di Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio condotta da Niccolò Ceccarini e Francesco Benvenuti. L'intervista inizia dall'assenza causa Covid di Zlatan Ibrahimovic, rimpiazzato stasera dal giovane Colombo: "Il Milan crede molto in lui e nel figlio di Paolo Maldini. Peccato per Ibra, per la forma smagliante con cui si è presentato già ad inizio stagione. Entrando in un contesto di squadra affiatata Colombo è comunque avvantaggiato, anche se è molto giovane: dobbiamo avere fiducia e chissà che non spunti questa sorpresa".

Morata è stato un acquisto di riserva? "L'hanno evidenziato i fatti. La prima scelta di Pirlo era Dzeko, su Suarez sono stati vicini, ora le autorità preposte dovranno indagare sulla figura non bella che è venuta fuori. Morata è uscito dall'Atletico per vari motivi, e hanno preso la palla al balzo. Il giocatore è totalmente diverso da Dzeko e Suarez, anche per carisma e senso del gol. Un'alternativa in cui credo che neanche la Juventus sperasse, anche se Pirlo aveva sempre detto che un centravanti andava preso. Ancora non è sbocciato, e gli manca l'esperienza degli altri due. Pirlo voleva Dzeko per coordinare il gioco, dettare i tempi ai compagni: un regista avanzato perfetto oltre che un campione da più di dieci anni. Anche Morata è un giocatore da Juve, ma secondo me deve dimostrare di essere giocatore capace di confrontarsi in una squadra che giocherà per Scudetto ma soprattutto Champions".

Pirlo come li incastra tutti i suoi attaccanti? "C'è anche Kulusevski che sa fare tanti ruoli. Per fare il gol che ha fatto con la Samp ci vuole talento, lui può giocare seconda punta come domenica ma anche esterno o mezzala. Nel calcio moderno ci sta di cambiare moduli e mettere più attaccanti se la situazione lo richiede, un po' come ha fatto il Napoli col Parma, passato da 4-3-3 a 4-2-3-1 con l'ingresso di Osimhen. Pirlo comunque dimostra di essere sereno e saper capire le giuste caratteristiche dei giocatori, trovando l'equilibrio a seconda della partita. Anche Allegri passò da un 3-5-2 al 4-2-3-1 offensivista perché la squadra non recepiva più certe cose. In Europa si gioca anche così: il portiere è un centrale aggiunto, i terzini impostano e la qualità si esprime sia a centrocampo che in attacco".

Come fa l'Inter a sostituire Skriniar? "A tre ha trovato difficoltà e infatti ha perso il posto. Con Skriniar via, Godin al Cagliari e Ranocchia in uscita ce ne vorranno due di difensori, non uno. Con una difesa a tre ne servirebbero sei, a meno che non ci sia una questione di flessibilità ed elasticità dell'allenatore. Magari con una difesa a quattro e un 4-3-1-2 ce l'hai nel suo ruolo, trovando in più posto anche per Eriksen. L'acquisto che Conte secondo me vuole a tutti i costi è Kante, ma a dieci giorni dal mercato, se parte Skriniar, la vedo difficile trovare due difensori".

Hoedt torna alla Lazio. Ma è un rinforzo? "Non so se sia rientrato il caso Acerbi: Hoedt è un mancino che potrebbe essere proprio il suo vice, contando che Bastos è in uscita. Il primo grande acquisto sfumato è stato David Silva, ma penso siano subentrate pure questioni familiari. La Lazio puntava su un giocatore di grandissima qualità, poi forse hanno perso tempo e con il caso Acerbi qualche problematica c'è stata. Hoedt può essere un'alternativa, anche valida, ma non un titolare. Senza Bastos diventa fondamentale un altro difensore". Stasera c'è la Supercoppa Europea. Sarà ancora Bayern? "Occhio, perché il Siviglia è una squadraccia... Sono attenti nelle finali e hanno un allenatore capace, certo che questo Bayern, con il suo cammino strepitoso non può che essere favorito. Direi 70-30".

Ci saranno 16mila in uno stadio che ne conterrebbe 68mila. Sarebbe questa la quota da considerare anche in Italia? "Secondo me anche 20mila... Si va su questa direzione, credo entro ottobre. Questa partita sarà indicativa, ma mi auguro che anche noi si arrivi ad un 30%, e lì si assaporerà il calcio vero. Se c'è possibilità senza rischiare, perché no".

Ora il Napoli ha il problema Milik. "Un bel contenzioso...".

Alla Fiorentina lo vedrebbe bene? "Gli serve un attaccante, anche se dicono di no: l'unica punta vera è Vlahovic, che però è un 2000 ed ha avuto anche richieste importanti, quindi ci puoi puntare. Le ultime dichiarazioni del presidente sono state chiare: senza Europa non sarebbe un declassamento, mentre ricordo che tempo fa la Fiorentina puntava a traguardi di prestigio. Con Milik la situazione potrebbe cambiare: certo, i 5 milioni d'ingaggio sono tanti. A livello economico la Fiorentina deve incrementare l'aspetto patrimoniale della società, così potrà andare a comprare questi giocatori. Penso anche a Torreira, che era stato contattato: forse oggi potrebbero, ma non vogliono. Eppure manca un regista, perché Amrabat anche al Verona giocava mezzala, e non è un regista, non è uno che gioca con pochi tocchi: da play c'è solo Pulgar, ma può alzare il livello? Per arrivare in Europa League, devi fare squadre da Champions. Non mi sembra ci sia. I due problemi che poi ha oggi la Fiorentina sono i due '97 Milenkovic e Chiesa che rischi di perdere a zero se non vogliono rinnovare...".


Antonio Di Gennaro, opinionista Tmwradio, intervistato da Niccolò Ceccarini © registrazione di TMW Radio

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