Di Gennaro: "Juventus ieri scombussolata dal passaggio a tre in difesa"

12 May 2022 20:25Calcio

L'ex centrocampista Antonio Di Gennaro è intervenuto in diretta durante Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio con Niccolò Ceccarini, a 37 anni di distanza esatti dal giorno dello Scudetto conquistato dal Verona: "Un fantastico ricordo, anche verso chi non c'è più. L'ultimo è stato Mascetti, un ds che era un fratello maggiore. Avevamo Bagnoli che era un allenatore molto pratico e forse coi santoni di oggi non sarebbe andato d'accordo". Come fu l'avvicinamento a quella partita? "C'era tensione, ma quando abbiamo visto la curva dei butei ci è arrivata carica, vigore. Pronti, via, feci un errore clamoroso senza seguire il loro mediano, Garella mi sgridò e gli risposi a tono ma per fortuna tutto bene e siamo ripartiti". Come ripetere un'impresa del genere? "Partimmo vincendo un campionato di Serie B, poi due finali di Coppa Italia purtroppo perse e anche un assaggio di Europa. Quell'anno presero due stranieri fantastici che si inserirono in un gruppo ben collaudato. Il nostro Scudetto fu apprezzato da tutta Italia perché favola di una realtà di provincia. Aggiungo una cosa". Prego. "Quando ero a Firenze e lavoravo per la società, un grande dirigente come Claudio Nassi mi disse che avevamo vinto perché c'era stato il sorteggio integrale. All'inizio mi dette anche un po' fastidio, poi nel 2006 mi tornarono in mente le sue parole".

A proposito di episodi, ieri sera nella finale di Coppa Italia non sono mancati. "Gli episodi sono sempre determinanti, la Juve aveva giocato bene nel secondo tempo e già nel primo aveva trovato occasioni importanti. Per me però l'episodio più grave è la mancata espulsione di Brozovic. Perso Chiellini, l'Inter è stata dominante ma qualche episodio può aver influito sulla partita". Cambio tattico errato di Allegri? "Perisic è stato devastante sulla fascia sinistra appena ha avuto campo, quando la Juventus si è abbassata e ha concesso all'Inter il controllo: il passaggio a tre ha scombussolato il momento". Che bilancio trarre dalla stagione? "Serve essere onesti, non puoi salvare un piazzamento che dovrebbe essere il minimo sindacale. La squadra ha bisogno di interventi importanti, già a partire dalla difesa serviranno investimenti massicci". E l'Inter? "Dovesse arrivare lo Scudetto sarebbe l'apoteosi: sarà difficile ma non impossibile. Certo, anche il Milan sono due anni che veleggia lassù, lavorando in maniera diversa, puntando sui giovani e a ripianare il bilancio. Ora dipende dal Milan, la vittoria di Verona ha dato un segnale: dovevano vincere in quel modo, grazie anche alla forza delle individualità. Do il 65% di percentuali al Milan e il resto all'Inter, oggi, quell'errore di Radu pesa". Atalanta insidiosa? "Vale lo stesso discorso del Verona e ora sono lì a giocarsi un posto in Europa".

La Fiorentina ha una grande occasione per la Conference. "L'avevano già avuta e si sono smarriti. Ora è ancora meglio, perché la Samp ha qualche problema... Arrivare in Europa per Italiano sarebbe andare oltre e i 19 punti in più significano che ha fatto un grande lavoro. Gli acquisti il prossimo anno potranno essere ancora più importanti, ma sugli attaccanti non mi esprimo, soprattutto su Piatek ho qualche dubbio".

Chi ha più possibilità di salvarsi oggi? "La Salernitana. Il pareggio del Cagliari al 98' non può sminuire nulla, Nicola è fantastico nel saper ricaricare le batterie. Il prossimo sarà weekend, ci vorrà passione ma anche lucidità mentale e in questo la Salernitana è al top. Le altre non lo so...".

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