Di Gennaro: "Immobile ha sbagliato il gol-partita, critiche giuste. Sabato dico Inter"

15 ott 2020 20:00Calcio

L'opinionista e commentatore tv per la Rai, Antonio Di Gennaro, è intervenuto in diretta a Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini: "Ho sentito un mese fa il mio amico Terim e sta bene. Il Galatasaray però non ha centrato la qualificazione in Europa e qualche problema economico ce l'hanno".

Come valuta l'Italia? "Già quando è iniziato questo ciclo c'era il problema dell'attaccante. Poi siamo andati a migliorare, certo che però in queste ultime due partite ci sono stati problemi con la prestazione di Belotti in Polonia e quella di ieri di Immobile. Già nel primo tempo avevo evidenziato un controllo sbagliato che lo avrebbe portato a tu per tu con il portiere. Una prestazione non da Immobile: anche in Olanda non segnò, ma fu utile per aprire spazi e proporre un calcio diverso. Non so se la disposizione tattica degli olandesi, che hanno scombussolato il loro modulo, possa aver inciso. Ha avuto un rigore in movimento poi, che ha sbagliato: da Immobile lì ci si aspetta che segni, e quello è un gol sbagliato che costa la partita. Ho sentito le parole di Florenzi nel post-partita, ma non mi sembra che Immobile venga trattato da ultimo... Se sbaglia un gol del genere però è normale che finisca nell'occhio della critica: è la Scarpa d'Oro. L'Italia ha mostrato di avere la possibilità di battere chiunque, e questo è stato dimostrato anche ieri, visto che l'Olanda ci ha temuti".

In Nazionale, in particolare, ha segnato poco... "A livello internazionale c'è un discorso diverso da quello italiano. Un gol in quel contesto ti dà un risalto triplicato, e non lo dico per sminuire il nostro campionato. Ci ricordiamo il grande Paolo Rossi del 1982 proprio per i gol che ha segnato e che sono valsi alla fine il Mondiale. Tanto di cappello per i 36 gol in Serie A ma se ieri non segni quel gol, è normale che prendi i 5 e che partano i discorsi sulla fatica a segnare. Non è questione di avercela con Immobile... Le difficoltà però le hanno avute anche altri, e penso a Jorginho, che non vedevo da tempo giocare due partite consecutive così. Eppure è il leader e detta i tempi. Nonostante tutto, comunque, la squadra c'è. La cosa che voglio chiarire, però, è che non è che non mi piaccia Immobile: lui viene trattato da attaccante forte, che se sbaglia certi gol in Nazionale viene criticato".

Il Coronavirus mette a rischio il campionato? "La situazione potevamo prevederla. Quando a marzo ci siamo fermati, ero veramente dubbioso sulla ripartenza. Si sapeva che a settembre-ottobre il virus non sarebbe stato debellato del tutto... C'era un discorso di convivenza, perché lo stop era impossibile. Dal momento in cui si è riaperto la scuola, si poteva sapere che qualcosa sarebbe accaduto. Oggi l'escalation di casi è presa come vera preoccupazione, ma quello che ho capito parlando con qualche addetto ai lavori, è che la carica virale non sia la stessa della prima mandata. Anche per dare ottimismo in un momento nel quale la percentuale di allarmismo è troppo elevata. Sentivo il prof. Bassetti che gli asintomatici non hanno problemi, e che qualche terapia intensiva serve anche per accelerare qualche guarigione. Sono segnali distensivi, anche perché loro stessi conoscono meglio il virus. Detto ciò, normale che si debba essere così tanto accorti. Il discorso economico però è quello che ci riguarda più da vicino: sento di chiudere tutto a dicembre, ma poi che si fa?".

Perché la Serie A di calcio ha una percentuale di positivi così alto? Il problema è anche la vita privata dei calciatori? "Come facciamo a saperlo... Si è parlato poi di bolla stile NBA, ma non abbiamo le strutture. Si potrebbero fare dei mini-ritiri: in una situazione così anomala ormai da febbraio scorso, bisogna trovare tutte le soluzioni per finire il campionato di calcio e cercare che la nostra economia non venga presa di mira una seconda volta, o è un danno incalcolabile. Io ho anche una scuola calcio, e siamo senza il calcetto e per di più oggi mi sono messo a misurare la temperatura a genitori e bambini. L'aumento dei casi è consistente".

Che aspettarsi da Inter-Milan? "Bisogna capire anche le rose come sono messe, quanti giocatori sono recuperati. L'Inter dovrebbe avere abbastanza assenti... Però sono comunque due squadre attrezzate, e credo che la partita sarà un derby vero, nonostante mancherà l'enfasi dei tifosi. Le due arrivano bene all'incontro: sono migliorate molto, il Milan ha fatto un mercato intelligente, con l'Inter che però ha un organico superiore. Conte ha concluso bene la scorsa stagione e messo le basi per essere protagonista. Sulla carta do 10% in più di possibilità all'Inter, ma occhio al Milan di Pioli che ha anche un Ibrahimovic che ha una voglia pazza di mettersi ancora in mostra. Sappiamo che tatticamente i derby sono partite sempre diverse, e magari basta una giocata individuale per spezzare l'equilibrio".


Antonio Di Gennaro, opinionista Tmwradio, intervistato da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini © registrazione di TMW Radio

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