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Di Gennaro: "Felice della conferma di Pioli ma il Milan non ne esce benissimo"
22 lug 2020 18:30Calcio
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© foto di Federico De Luca

L'ex centrocampista Antonio Di Gennaro, oggi opinionista e commentatore televisivo, si è collegato in diretta a TMW Radio, nel corso della trasmissione Stadio Aperto, ai microfoni di Francesco Benvenuti: "Stefano è un amico, è il bello del calcio. Un signore, mai una parola fuori posto ed ha saputo trovare le misure giuste. Ricordiamo anche cosa fece a Firenze dopo la morte di Astori... Felice per lui, dimostra che il lavoro paga e che le idee possono cambiare. La squadra si diverte e gioca bene, poi c'è stato l'arrivo di Ibrahimovic che ha alzato il livello. La società non ne viene fuori benissimo, a livello comunicativo c'è sempre da imparare".

Sembra mancare una certa chiarezza nelle idee. "La società, insieme ad allenatore e dirigenti, deve dare progettualità. Io oltre che per la permanenza di Maldini, spero che ritorni Boban: lo conosco bene e so lo spessore delle sue idee, oltre alle capacità di trovare calciatori. Normale che abbiano commesso qualche errore, vedi la scelta Giampaolo, ma al momento difficile hanno saputo prendere Pioli. Va organizzata al meglio la struttura societaria, soprattutto rapportando le cose a ciò che vuole Pioli. Se arrivano in Europa League, dovranno potenziarsi con giocatori adeguati per fare il salto di qualità, assestandosi al lottare come minimo ogni anno per la Champions. I giocatori sono cresciuti tutti, basta vedere Kessie, Bennacer o Calhanoglu... Lo stesso Rebic, un talento non espresso. Va apprezzato anche per questo".

Riduttivo attribuire tutti i meriti solo a Ibrahimovic? "Ibrahimovic ha portato la mentalità vincente, ma un allenatore deve anche far capire che sia quella giusta. Secondo me è stata una sinergia Ibra-Pioli, e oggi si vede che la squadra si diverte, e quando è così sono guai per tutti. Un Kessie così ordinato e preciso, per esempio, ce lo ricordavamo solo all'Atalanta. Sicuramente Ibra alza il livello, mette l'umiltà di quelli che vogliono sempre vincere. Rapportiamolo a Ribery, che alle 7 di mattina è già allenarsi: questi non giocano per i soldi, ma per la passione".

L'allenatore della Fiorentina stabilirà la nuova dimensione del club viola? "Iachini è arrivato in un momento difficile e merita grandi meriti perché ha fatto quanto chiesto, forse anche di più. Se dovesse rimanere, sarei contento. Il nome dirà molto, se prendi Spalletti dai concretezza alle tue voglie di lottare per l'Europa, con De Rossi un po' meno. Lo stesso Juric ha fatto bene a Verona, ma c'è bisogno di un allenatore che abbia abitudine ad occupare certi livelli".

Tonali ricorda più lei o Pirlo? "Di Pirlo ce n'è uno. Per me Tonali sicuramente farà grandi cose, ma bisogna stare attenti e curare l'aspetto economico di certe valutazioni. La testa ce l'ha giusto, a me forse somiglia: il lancio ce l'ha, le punizioni le tira, i palloni li recupera... Forse facevo qualche gol in più ma mi dicevano anche che correvo poco, lui mi sembra che pedali. I 50 milioni di valutazione però sono troppo alti, e parlando di Tonali mi rivolgo anche ai vari Chiesa e Zaniolo".

Stasera c'è il Derby della Lanterna. "Le persone contano, e Ranieri è un grande allenatore. Va in questi posti perché ha ancora amore, passione e volontà di trasmettere: è uno pragmatico, non ha la pretesa di inventarsi il calcio. Doveva coprire la difesa, e anche nei momenti difficili non si è mai demoralizzato. Stasera credo giocheranno comunque alla morte, perché è sempre il derby di Genova, una sfida sui livelli di quelli a Roma e Milano. Bisogna fare i complimenti a Ranieri, e tornando alla Fiorentina lui avrebbe potuto fare al caso dei viola. Parlando del Genoa, invece, è così: a gennaio grandi cambiamenti, e Nicola era comunque riuscito a fare buone cose prima del lockdown. Dopo invece non sono ripartiti bene, perché anche vincendo col Lecce non si è visto un gran Genoa. Qualcosa da rivedere c'è sotto la progettualità: se cambi giocatori ed allenatori ogni mercato, diventa tutto ingestibile".

Stasera c'è la finale Reggiana-Bari. Più pressione per i pugliesi? "Conoscendo l'ambiente barese, un altro anno di C sarebbe dura. Due anni fa c'era scoramento di questi tempi, perché la squadra era fallita in modo vergognoso. Tornare in B entro due anni sarebbe una bella cosa... Il fattore campo (si gioca a Reggio, ndr) non credo farà la differenza: sarà una partita difficile dove conteranno esperienza e qualità dei singoli".

L'Atalanta si è assicurata la prossima Champions. "C'è solo da fare degli applausi e tifare per loro e le altre italiane in Champions. La vittoria col Bologna è stata sporca, ma sono quelle che ti servono: non sempre puoi andare a duemila, a volte serve tirare il fiato. Però c'è una mentalità acquisita, aspettiamo con fiducia la Champions League, dove ha delle chance".

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Antonio Di Gennaro intervistato da Francesco Benvenuti © registrazione di TMW Radio