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Antonio Di Gennaro, ex calciatore ed opinionista, interviene a “Stadio Aperto” su TMW Radio per parlare delle conseguenze dei provvedimenti per arginare il Coronavirus e dei quanto questa problematica inciderà sul mondo del calcio.
Come giudichi le ultime disposizioni governative riguardanti il Coronavirus?
“Mi sembra una scelta saggia, il governo ha dato le sue disposizioni e mi sembra una normale conseguenza. Anche nelle altre nazioni stanno adottando provvedimenti simili perché è una situazione seria. Bisogna adottare le giuste misure per cercare di arginare un problema che sta mettendo in difficoltà il calcio e ovviamente tutta la quotidianità del nostro paese. Per far fronte a questo enorme problema la prima cosa da fare è tornare ad essere coesi, e al momento questa coesione non c’è”.
Quanto incide questa incertezza nella vita dei calciatori?
“È una situazione anomala e inedita. Ci sono diverse problematiche legate a questa emergenza che ormai ha una dimensione internazionale. La gestione del calciatore andrà modulata in base alla situazione, si naviga a vista. In questa situazione diventa incerto anche lo svolgimento dell’Europeo”.
Un sistema come la Serie C, che non ha un introito sostanzioso derivante dai diritti TV, è quello che rischia più di tutti?
“In terza serie già in condizioni normali falliscono diverse squadre l’anno, questo succede perché non ci sono i giusti controlli in merito. Avendo già queste problematiche ed aggiungendo l’emergenza attuale sarà difficile resistere per molte società”.
Lo slittamento del campionato potrebbe essere un problema per Mancini in ottica Europeo?
“Il problema è che noi iniziamo troppo tardi, non capisco perché anche in questo restiamo indietro. La Serie A parte a fine agosto mentre gli altri top campionati iniziano almeno 20 giorni prima, adesso a causa di questo nostro ritardo e del problema Coronavirus si costringe Mancini a fare un ritiro particolare diverso da quello che magari aveva in mente di fare. Certe volte non capisco perché restiamo fermi negli anni, a volte in Italia sembriamo ottusi”.
Come è cambiato il modo di marcare rispetto ai tuoi tempi?
"Quando giocavo io, in area si marcava sempre e solo ad uomo, non a zona come fanno in molti ora. L’aspetto difensivo, specie nelle squadre che si devono salvare, diventa fondamentale. In Italia ci sono diversi difensori importanti, però per esempio Bonucci in marcatura, ogni tanto concede qualcosa agli avversari”.
