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L'opinionista Antonio Di Gennaro è intervenuto in diretta ai microfoni di TMW Radio, nel corso della trasmissione Stadio Aperto, condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini. L'intervista comincia dalla panchina instabile di Beppe Iachini alla Fiorentina: "Lui era stato chiamato per rimettere a posto la situazione e l'ha fatto molto bene. La dirigenza aveva intenzione di puntare prima su De Rossi e poi credo avessero fatto tutto per Juric, con anche il Torino nel mezzo, ma alla fine Commisso ha confermato. Lì è nato tutto. Un difensore forte non è arrivato, un regista vero neanche e l'attaccante da 20 gol idem. Per puntare l'Europa, minimo serve una squadra costruita per la Champions... Poi, nell'ultimo periodo Iachini ha avuto difficoltà, ci sono troppi momenti in cui la squadra soffre. A Verona, Amrabat giocava a due: per stare davanti alla difesa a tre non ha i tempi. Rimane Pulgar, ma non ha i tempi per alzare il livello... Se deve essere un altro anno di transizione va bene, ma secondo me nei progetti della Fiorentina non c'era questo. La cessione di Chiesa ha pareggiato il mercato di gennaio, se si va a vedere nel mercato estivo la Fiorentina non ha investito. Callejon punta poi non ci sta...". E le spiegazioni sembrano peggio della scelta. "Sì, non si capisce bene. Accorciare il campo, averli vicini... Sinceramente è stata una valutazione neanche da Iachini. Aveva tre attaccanti come Vlahovic, Cutrone e Kouame: ok che nessuno sta facendo benissimo ma li hai, tanto che alla fine li ha messi". Come lo vedrebbe un ritorno di Prandelli? "Conosce l'ambiente e ha voglia di rimettersi in tiro, di rivalutarsi e far vedere che è un allenatore vero. Ovviamente per rispetto dell'allenatore non sta parlando di questo, ma il punto sta nel vero progetto della Fiorentina. La stagione non è partita bene nelle intenzioni della società". Crede che la vittoria col Genoa possa essere lo spartiacque per il Torino di Giampaolo? "La vittoria è importante, non so quanto possa cambiare ma almeno respira, e vincere fuori casa ti può far provare a costruire la mentalità. D'altronde Giampaolo crede nel suo gioco: normale che del tempo gli ci vorrà, e questa vittoria gli consentirà di lavorare con maggiore serenità. Per capire se saranno guariti o meno ci vorranno almeno le prossime due-tre partite. I suoi concetti sono buoni, e l'abbiamo sempre visto, ma servono anche gli interpreti. Quando si prende un allenatore e con lui le sue direttive, si deve essere in grado di dargli chi richiede. L'anno scorso Juric e D'Amico si sono messi a un tavolo e gli hanno preso Veloso, Lazovic e Gunter, seguendo le sue idee. Lo stesso quest'anno, visto che hanno fatto tanti milioni di plusvalenza con Rrahmani, Amrabat e Kumbulla, costruendo una squadra adatta al progetto Verona. Oggi hanno gli stessi punti dell'anno scorso, eppure valorizzano e vendono. La stessa cosa la fa l'Atalanta: se gli offrono 40 milioni, si vende. Perché è così che ormai si fa calcio, è questa la strada".
