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De Paola
La Juventus strapazza il Napoli, imponendosi per 3-0 allo Stadium. Che partita è stata?
"Ormai è nata una nuova linea di occhiali, la Spalletti indipendent, che ti permette di capire e vedere meglio il calcio. Prima di lui c'erano state delle figure che non avevano ravvisato il bisogno di cambiare qualcosa a livello calcistico, mentre oggi pare che Comolli sia in procinto di rinnovare il contratto al tecnico. Spalletti è risucito a trasformare dei non campioni in calciatori importanti. Emblematico è il rendimento del centrocampo, che prima sembrava il problema e che invece ora vede Thuram e Locatelli giocare molto bene. A livello generale poi c'è questa costante ricerca dell'attacco, del segnare un altro gol dopo essere passati in vantaggio. Dall'altra parte invece si è visto un Napoli privato di molti giocatori e con un Conte in difficoltà. Quest'ultimo mi sembra essere entrato nella fase distruttiva piuttosto che costruttiva, cosa che con colui accade quasi sempre alla fine. Il punto è che non può lamentarsi con nessuno e questa settimana è sembrata sancire definitivamente il fallimento di Conte nella gestione delle partite ogni tre giorni".
Milan-Roma invece finisce 1-1. Chi esce più soddisfatto dalla sfida dell'Olimpico?
"Ho visto felici tutti e due gli allenatori a fine partita, il che significa che entrambe le squadre in realtà hanno dei timori che a mio modo di vedere non dovrebbero avere. Il Milan una volta raggiunto il vantaggio doveva insistrere e cercare di portare a casa la vittoria, per quanto sono consapevole del fatto che non tutti debbano avere lo stesso approccio di Spalletti. Allegri si spazientisce quando sente parlare di scudetto, ma il campionato dovrebbe essere sempre il primo obiettivo del Milan, così come per Inter e Juventus. Dando uno sguardo alla classifica poi non bisogna guardare indietro, ma puntare al campionato".
Sul caos in casa Lazio che fotografia si può fare?
"Penso che sia alla Lazio che al Torino ci siano due presidenze arrivate al capolinea. Se non lo capiscono vuol dire che hanno veramente le bende davanti agli occhi. L'ultimo esempio in casa biancoceleste è quello di Romagnoli, che alla fine è rimasto a Roma con un comunicato in cui viene specificato come non sia mai stato sul mercato. Il rapporto mi sembra ormai logoro, perché se questi presidenti considerano le squadre solo come una loro proprietà sbagliano; esiste un passato storico che prescinde dalla gestione attuale".
