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De Paola: “Roma, assolutamente dalla parte di Gasperini. Ranieri è stato di una cattiveria non indifferente”
20 apr 2026 11:42Calcio
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Il direttore Paolo De Paola è intervenuto a Tmw Radio nel settimanale appuntamento con l'Editoriale.

Sorprendente la sconfitta del Napoli contro la Lazio?
"Il problema adesso non è tanto una questione di squadra, quanto un fatto di allenatori. Ormai si parla solo delle panchine, tanto da far passare in secondo piano le ultime giornate. È a tutti gli effetti il periodo degli allenatori, che negli ultimi anni stanno diventando sempre più determinanti nel far cambiare faccia ad una squadra. Questo ovviamente incide sul rush finale del campioanto".

Per quanto riguarda la Roma è dalla parte di Gasperini o di Ranieri?
"Assolutamente con Gasperini, dato che Ranieri ha fatto una a cosa inaccettabile, perlopiù con una cattiveria non indifferente. Affermare che fosse la quarta scelta è una stata un gesto di sfiducia gratuita. È stata un'uscita straordinariamente infelice. Io sto dalla parte del tecnico, che peraltro sta facendo anche una buona stagione al primo anno. Per me ha fatto il massimo, perché negli ultimi anni la squadra è sempre stata un'espressione estemporanea, senza progettualità. Gasperini è risucito invece ad installare delle novità e a costruire dei fattori di stabilità. È chiaro che vadano inserite risorse di qualità, ma sarebbe un errore non farlo con Gasperini in panchina".

La Juventus nel frattempo è quarta a +5 da Roma e Como. È la squadra più in forma del campionato?
"Parto facendo un confronto tra Spalletti e Allegri, dato che nel prossimo fine settimana il primo potrebbe proprio raggiungere il secondo. La differenza è che Spalletti è entrato in corsa, donando ordine a tutti in un momento caotico e proponendo una qualità di gioco diversa rispetto al passato. Qualche amnesia c'è ancora, ma il telaio è visibile. Dall'altra parte invece ci sono le solite insicurezze del Milan, con la qualità di gioco che rimane sempre uguale. Anche contro il Verona si è vista la solita discontinuità nell'arco della singola partita. Ad inizio campionato la squadra era più alta, raddoppiava con intensità, mentre ora è cambiata. La verità è che non c'è una metodologia di lavoro, ma solo estemporaneità. I bianconeri hanno proposto un calcio convincente, i rossoneri no."

A Napoli si stanno usando tante parole differenti per Conte. Che ne pensi?
"Io sulla stampa napoletana mi sono espresso spesso con durezza e sincerità. Mi ricollego in tal caso alla scomparsa dfi Franco Esposito, colonna del corriere dello sport e appartenente alla scuola di coloro che sono sempre obiettivi ed attenti ai fatti. Tutto il contrario di un'altra scuola napoletana, che tende a lamentarsi e a creare conflitti con il suo fare barocco. Ad un certo punto della stagione toccare Conte equivaleva ad un delitto, mentre ora che viene accostato anche ad altri lidi le cose sono cambiate. Io penso solo che la mentalità di Conte faccia bene a Napoli, ma questo deve valere sempre, non solo quando vince".
 

Redazione TMW Radio